Per anni la comunicazione d’impresa è stata percepita come una funzione “laterale”. Importante, certamente. Utile. A volte persino strategica. Ma raramente considerata parte integrante del motore di business  delle organizzazioni. In molti contesti aziendali è rimasta confinata dentro una dimensione prevalentemente reputazionale: un presidio dell’immagine, un elemento di supporto, un acceleratore narrativo chiamato ad intervenire quando il business aveva già preso forma.

Oggi questo schema non sembra adeguato alla società post-digitale che la tecnologia sta accelerando.

L’IA e l’aspetto della Reputazione

Le trasformazioni tecnologiche, l’evoluzione dei mercati, la frammentazione dei linguaggi, l’impatto dell’Intelligenza Artificiale e la crescente esposizione reputazionale delle imprese stanno ridefinendo il ruolo stesso della comunicazione, vera infrastruttura del cambiamento.

È dentro questo contesto che nasce l’indagine promossa da Assolombarda e Accenture “Architetti del cambiamento Il ruolo della comunicazione”, dedicata al ruolo della comunicazione nella reinvenzione delle imprese.   Un’iniziativa che ha un valore particolare perché arriva in un momento di transizione profonda. E soprattutto perché prova a fare qualcosa che nel mondo della comunicazione accade ancora troppo poco: misurare.

Misurare la comunicazione significa riconoscerne il valore
Misurare la comunicazione significa riconoscerne il valore

Misurare per comprendere

Misurare il posizionamento della funzione comunicazione nelle aziende. Misurare quanto viene coinvolta nei processi decisionali. Comprendere quali competenze stanno emergendo, come vengono utilizzate le tecnologie, quale spazio occupa oggi l’Intelligenza Artificiale e, soprattutto, quale valore reale viene attribuito alla comunicazione all’interno delle organizzazioni.

Le domande presenti nell’indagine, a cui si risponde in 4 minuti, raccontano infatti un tema centrale: la comunicazione viene coinvolta a monte o a valle delle decisioni? Gli investimenti sono considerati strategici o operativi? Esistono KPI condivisi? L’Intelligenza Artificiale è già integrata nei processi o è ancora in fase esplorativa?

Sono domande che ci fanno comprendere il livello di maturità organizzativa delle imprese italiane.

E questo riguarda soprattutto le piccole e medie imprese dove talvolta esiste una distanza tra comunicazione e governance.

Proprio per questo, i risultati dell’indagine potranno diventare uno strumento utile non solo per chi lavora nella comunicazione, ma anche per imprenditori e CEO chiamati a decidere quale ruolo attribuire a questa funzione all’interno delle proprie aziende.

Il ruolo del comunicatore per costruite Fiducia

Perché oggi scegliere un comunicatore non significa semplicemente selezionare qualcuno che sappia gestire media, eventi o social network. Significa decidere quale peso dare alla costruzione della fiducia, alla gestione del cambiamento, alla cultura organizzativa e alla relazione con gli stakeholder.

In altre parole: significa decidere quale idea di impresa si vuole costruire.

Un ringraziamento particolare va ad Alessandro Papini per la capacità di costruire con il suo team spazi di confronto e iniziative capaci di generare valore per l’intero ecosistema della comunicazione e delle imprese. Per questo motivo iniziative come questa hanno un valore che va oltre il dato statistico.

Servono a capire dove siamo. Se abbiamo preso la direzione giusta. Se il sistema imprenditoriale italiano sta davvero riconoscendo il peso strategico della comunicazione oppure se esiste ancora un ritardo culturale da colmare. Ma soprattutto servono a costruire consapevolezza.

Per partecipare alla survey: https://assolombarda.qualtrics.com/jfe/form/SV_6DmChSXVbQDn20m

L’invito è rivolto a tutti coloro che lavorano nella comunicazione, ma anche a chi si sta preparando a entrarci. Perché capire dove sta andando questa professione significa, in fondo, capire dove stanno andando le imprese.

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Armando Barone

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