I numeri che emergono dai dati giudiziari e sociali ci dicono potente: crescono i comportamenti devianti tra i giovanissimi, cresce il numero di minori nelle strutture detentive e aumenta la percezione di fragilità nei percorsi di crescita. È un fenomeno che riguarda sicuramente il sistema di giustizia, ma ancor prima racconta una difficoltà profonda di molti ragazzi a trovare strutture di sostegno reali, opportunità significative e comunità educative solide.

Italia e spesa per l’istruzione: un ritardo da colmare

Se vogliamo guardare questo fenomeno con occhi orientati alle soluzioni, dobbiamo partire da un pilastro della vita di ogni giovane: la scuola. Non è un luogo astratto, ma il cuore delle possibilità future di una generazione. E tuttavia, i dati europei ci mostrano che l’Italia, nel 2023, ha destinato alla scuola una quota di spesa pubblica pari al 3,9 per cento del proprio Prodotto Interno Lordo, una percentuale inferiore alla media dei Paesi dell’Unione Europea, che si attesta attorno al 4,7 per cento. In quest’ambito, l’Italia si colloca tra i paesi con la spesa più bassa, superata solo da poche realtà come Romania e Irlanda, mentre altri Paesi europei investono in misura più ampia in istruzione, rendendola un cardine delle proprie politiche di coesione e sviluppo.

Questo dato non è solo statistica: è indicativo di quanto la società nel suo complesso consideri strategico il nodo educativo. Dove la quota di risorse è più alta si dispongono maggiori possibilità di supporto individuale, progetti di rete e professionalità dedicate alla crescita dei ragazzi.

Il ruolo delle imprese nei percorsi formativi

E qui entra in gioco un secondo attore spesso sottovalutato: le aziende e i brand che operano nei nostri territori. In un mondo dove le traiettorie di vita non si definiscono solo dentro la scuola, le imprese hanno la possibilità concreta di essere partner attivi dei processi educativi e di inclusione. Non si tratta di filantropia, ma di responsabilità sistemica: offrire percorsi di tirocinio, promuovere collaborazioni con scuole e enti locali, sostenere attività che valorizzano competenze e talenti, creare culture aziendali che non lasciano indietro chi parte da condizioni più fragili.

Giovani in difficoltà: il sistema scuola, aziende e comunicazione nelle soluzioni
Giovani in difficoltà: il sistema scuola, aziende e comunicazione nelle soluzioni

Quando un’impresa decide di investire nei giovani con politiche di diversità e inclusione autentiche, non sta semplicemente facendo un gesto simbolico: sta contribuendo a creare ecosistemi territoriali in cui i ragazzi non si sentono soli, ma parte di un progetto collettivo di crescita. È lì che abbiamo visto, in tanti contesti, come la combinazione di risorse pubbliche ben dirette e iniziative private strutturate possa ridurre la dispersione scolastica e favorire percorsi di inserimento sostenibile nel mondo del lavoro.

Comunicare le soluzioni per moltiplicarle

E infine, se vogliamo che queste esperienze positive non restino isolate, la comunicazione ha un ruolo strategico insostituibile. Non è sufficiente segnalare, ogni tanto, un progetto riuscito: dobbiamo raccontare cosa funziona, come e perché. Una comunicazione attenta trasferisce conoscenza da un contesto all’altro, genera fiducia, crea punti di riferimento. Quando chi governa, chi dirige una scuola, chi guida un’azienda vede esempi concreti e bene raccontati di pratiche inclusive che producono risultati, allora si attiva un circolo virtuoso: non solo si investe di più, ma si impara a farlo meglio.

Questa narrazione di soluzioni non è idealista: è pratica, sostenuta da dati, e soprattutto è una prospettiva che sbocca in azioni concrete. Investire nella scuola in modo più consistente, valorizzare le aziende come partner educativi e usare la comunicazione per diffondere modelli efficaci non sono idee campate in aria, ma strumenti per trasformare i segnali d’allarme in progetti di futuro.

In definitiva, se vogliamo rispondere alla complessità dei comportamenti giovanili, la risposta non è semplicemente più repressione: è un sistema integrato di politiche, di collaborazioni e di narrazioni che mettono al centro le opportunità, la crescita e la fiducia nei nostri giovani.

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Armando Barone

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