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Il ritiro di Joe Biden, una lezione di leadership

Domenica 21 luglio 2024 è una data che entrerà nei libri di storia. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha annunciato il suo ritiro dalla corsa alle presidenziali del 2024.

Questa decisione è stata presa dopo una performance televisiva non all’altezza dell’incredibile curriculum del presidente americano.

Con oltre 50 anni di esperienza politica, Biden ha risollevato la più grande democrazia del mondo dopo i fatti di Capitol Hill del 2021, inanellando una serie di successi economici senza precedenti. Sotto la sua amministrazione, il PIL è salito del 3%, la disoccupazione è scesa ai minimi storici del 4%, i posti di lavoro sono cresciuti di 5 milioni e gli investimenti in infrastrutture hanno raggiunto i 1000 miliardi di dollari.

Un grande leader che ha saputo dimostrare il suo valore anche nel ritirarsi, compiendo un atto di enorme responsabilità, empatia e inclusività, nonostante la posta in gioco e la forte polarizzazione.

Da tecnici della comunicazione vogliamo porre l’attenzione sulla gestione della campagna per la rielezione di Biden che, a nostro parere, non è stata in grado di valorizzare l’“asset” Joe Biden.

Joe Biden lezione leadership armandobarone

La strategia di comunicazione, lungi dal valorizzare gli incredibili risultati sociali ed economici, è sembrata volere inseguire il proprio competitor, l’ex presidente Donald Trump, nei suoi punti di forza, mettendo in moto una macchina strategica che è deflagrata nel dibattito televisivo del 27 giugno.

L'azione del team del presidente Biden sembra quindi essere caduta nell’errore di elaborare una strategia da follower e di essere stata poco attenta ai “basic”. Ecco alcuni punti:

  • Pianificazione puntuale e sostenibile: la pianificazione degli eventi deve essere contestualizzata, dettagliata e sostenibile.
  • Preparazione all'evento con una checklist strategica: la preparazione dell’evento deve essere affiancata da una checklist strategica per garantire che il percorso di avvicinamento sia nella giusta direzione.
  • Costruzione di una narrativa differenziante e strategica: creare una narrativa forte e unica che risuoni con il pubblico e distingua il leader dal follower.
  • Media training: il portavoce deve essere in formazione continua e avere modo di simulare il proprio intervento per testare l’efficacia del contenuto e la presenza scenica.
  • Monitoraggio continuo del feedback: analizzare continuamente il feedback ricevuto dal pubblico, dai media e dagli stakeholder per adattare e migliorare la strategia.

Happy leadership!

[Immagine di copertina di Gage Skidmore su Wikimedia Commons con licenza CC BY-SA 2.0.]

 


purpose kpi comuncazione responsabile armandobarone

Nuovi KPI nella comunicazione post digitale

Il recente episodio che ha coinvolto Zlatan Ibrahimovic, ripreso mentre partecipava a un gioco omofobo con lo youtuber IShowSpeed, conduce a una riflessione sul rapporto tra il purpose delle aziende, la scelta del media mix e i KPI.

Purpose e KPI: un nuovo approccio

Le aziende post-digitali devono essere guidate da un purpose chiaro e integrato nel design organizzativo. Il purpose rappresenta, nell’azienda moderna, una componente centrale della governance organizzativa. La vicenda che ha visto protagonista il campione svedese rende attuale un interrogativo rispetto a scelte di comunicazione basate sui KPI tradizionali, spesso meramente quantitativi.

È nostra convinzione, invece, che in una società post-digitale le scelte di comunicazione debbano essere “certificate” con un nuovo rigore che gli attuali media mix, creati sulla base di KPI quantitativi, non riescono a fornire, generando scelte insufficienti per valutare l'efficacia della comunicazione e rischiose per l’azienda.

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L'importanza dell'etica nella comunicazione

Appare sempre più evidente che l’ecosistema della comunicazione debba muoversi dalla comfort zone dei KPI quantitativi per sviluppare nuovi parametri in grado di rappresentare la qualità e l'impatto delle iniziative comunicative rispetto al purpose delle organizzazioni.

I driver per KPI post-digitali

Esistono almeno tre driver da considerare per la creazione dei KPI post-digitali:

  1. Engagement di Qualità: misurare l'interazione con il pubblico, valutando non solo la quantità ma anche la qualità delle interazioni.
  2. Impatto ESG: valutare il ROI delle campagne di comunicazione, pesando la loro capacità di promuovere la sostenibilità finanziaria, sociale e ambientale.
  3. Coerenza con il Purpose: monitorare la coerenza delle comunicazioni con il purpose aziendale, assicurando che ogni messaggio rafforzi i valori fondamentali dell'organizzazione.

Proprio qualche giorno fa, come membro del board di Comunicazione, ho partecipato all'evento "L’Impresa Comunicativa" organizzato da Assolombarda, dove è emerso come la comunicazione d’impresa sia sempre più centrale nella governance aziendale e nei processi decisionali. Appare quindi matura una riflessione su un set di KPI in grado di misurare questa nuova centralità della comunicazione.

Happy Purpose!

 


accenture banking conference sky primo piano 2024 armandobarone

Accenture reinventa la Banking Conference con la TV

Nell’epoca post-digitale è fondamentale accompagnare i grandi temi legati del cambiamento con una comunicazione divulgativa e inclusiva: le tecnologie trasformative, il purpose e la sostenibilità.

A questo proposito credo che l’evoluzione dell’Accenture Banking Conference sia un esempio perfetto di come un evento tradizionale possa trasformarsi, salvaguardando il proprio DNA e attirando nuove audience.

A me piace parlare di rotazione verso il nuovo come concetto essenziale per rimanere rilevanti nel tempo.

La rivoluzione della conferenza tradizionale

La Accenture Banking Conference, giunta alla sua decima edizione, ha rivoluzionato il concetto di conferenza tradizionale, trasformandosi in un evento televisivo attraverso la fattiva collaborazione di Sky.

Questa evoluzione, in cui si è scelto di discutere del modello di banca aumentata dall’intelligenza artificiale, che abbiamo chiamato Prompt Bank, ha ampliato la portata dell’evento, permettendo di raggiungere un'audience più vasta e diversificata che riteniamo sia fondamentale includere nella conversazione circa le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

Integrando elementi televisivi, la conferenza non solo ha mantenuto il proprio patrimonio d'immagine, ma ha saputo innovare, offrendo contenuti dinamici e coinvolgenti.

Un nuovo format ibrido

Questo format ibrido ha dimostrato come la comunicazione aziendale possa adattarsi e prosperare nel panorama mediatico moderno, rendendo le informazioni accessibili e rilevanti per un pubblico più ampio.

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Quando un convegno e la televisione convergono, le loro caratteristiche si fondono per creare un'esperienza potente e coinvolgente. La televisione porta una produzione di alta qualità, accessibilità a un vasto pubblico e interattività in tempo reale, mentre l'evento mantiene l'autenticità, l'energia dal vivo e il networking. Questa sinergia amplifica la portata e l'impatto del messaggio, rendendolo più rilevante e accessibile.

Un esempio significativo in Italia è il Festival di Sanremo, che unisce musica dal vivo e produzione televisiva, creando un evento culturale di grande rilevanza.

Inoltre, questo format è un contesto perfetto per sedimentare sound bites, concetti complessi trasformati in brevi frasi che risuonano nel pubblico e diventano titoli sui media.

Mauro Macchi durante la Banking Conference ha creato un sound bite memorabile ed efficace dichiarando che "l'AI rappresenta la proteina per potenziare i muscoli delle aziende", sintetizzando efficacemente un concetto complesso in una frase potente.

Le caratteristiche di una conferenza televisiva

Quali sono in sintesi le caratteristiche di una Conferenza-Televisiva?

Formato Ibrido: combina elementi di conferenze tradizionali e programmi televisivi, con sessioni live e registrate.

Accessibilità: raggiunge un pubblico più ampio tramite trasmissione televisiva e streaming online.

Interattività: offre opportunità per il pubblico di interagire tramite domande in diretta, sondaggi e social media.

Produzione di Qualità: utilizza tecniche avanzate di produzione televisiva, con regia, montaggio e grafiche professionali.

Contenuti Dinamici: include interviste, panel, presentazioni, e segmenti video per mantenere alto l'interesse.

Rilevanza: affronta temi attuali e pertinenti, spesso con esperti di settore e figure di spicco.

Scalabilità: può essere facilmente adattata per diverse dimensioni di pubblico e tematiche.

Engagement continuativo: mantiene l'interesse del pubblico anche dopo l'evento tramite repliche, contenuti on-demand e sinergia con i social media.

 

Happy Conference!

 


Innovazione Made in Italy: oltre il Fashion, il Design e il Food

Innovazione Made in Italy: oltre il Fashion, il Design e il Food

Quando pensiamo al "Made in Italy", i settori che vengono immediatamente in mente sono quelli del fashion, del design e del food. Tuttavia, c'è un altro volto del Made in Italy che merita di essere conosciuto e valorizzato: quello delle aziende soprattutto PMI impegnate in settori innovativi, che rappresentano l'eccellenza italiana in campi tecnologicamente avanzati e spesso meno visibili al grande pubblico.

Space Economy e tecnologia avanzata

Un esempio lampante è quello delle aziende italiane impegnate nella Space Economy. Queste imprese stanno sviluppando tecnologie all'avanguardia per satelliti, sistemi di comunicazione e applicazioni spaziali, collaborando con enti internazionali come l'ESA e altre agenzie spaziali. Sono aziende che non solo competono ma eccellono in un settore altamente sfidante contribuendo alla creazione di una filiera di PMI di eccellenza confermando come l'Italia può essere leader anche fuori dai settori tradizionali.

Un altro campo in cui le aziende italiane stanno brillando è quello delle tecnologie sostenibili. Dall'energia rinnovabile alla gestione intelligente delle risorse, queste realtà stanno sviluppando soluzioni innovative per affrontare le sfide ambientali globali. Le loro invenzioni non solo contribuiscono alla sostenibilità ambientale, ma creano anche nuove opportunità di lavoro e sviluppo economico.

Innovazione Made in Italy: oltre il Fashion, il Design e il Food

L'Importanza della comunicazione

Per valorizzare adeguatamente queste eccellenze, è fondamentale che la comunicazione giochi un ruolo centrale. Le storie di successo delle PMI innovative devono essere raccontate e condivise non solo all'interno del settore industriale, ma anche con il pubblico generale. La narrazione di questi successi può ispirare nuove generazioni di imprenditori e rafforzare la percezione del Made in Italy come sinonimo di innovazione e qualità, anche al di là dei settori tradizionali.

Raccontare storie di successo

Le aziende italiane impegnate in settori avanzati spesso operano lontano dai riflettori mediatici. È quindi essenziale creare piattaforme e occasioni per raccontare le loro storie di successo. Questo può avvenire attraverso progetti di comunicazione che mettano in luce le sfide superate, le innovazioni sviluppate e i risultati raggiunti. Questi racconti non solo celebrano i successi, ma offrono anche lezioni preziose per altre aziende, aspiranti imprenditori, giovani talenti.

Le aziende innovative devono adottare un approccio integrato alla comunicazione, che coordini tutti i canali disponibili per presentare un messaggio coerente e potente. Una presenza costante e visibile aiuta a costruire un brand forte e riconoscibile, associato all'innovazione e alla qualità.

Coinvolgere il pubblico

Queste aziende hanno nel proprio DNA un forte purpose ed è fondamentale che l’ecosistema della comunicazione le sostenga anche per contribuire al fondamentale coinvolgimento del pubblico sui benefici delle tecnologie innovative. Spiegare come le soluzioni sviluppate dalle aziende italiane possano migliorare la vita quotidiana, contribuire alla sostenibilità ambientale o avanzare il progresso scientifico, può aiutare a creare il consenso necessario per supportare l’innovazione del Sistema Paese, creando un connubio win-win con la missione delle nuove eccellenze italiane.

L'Italia ha molto da offrire oltre il fashion, il design e il food. Le aziende innovative rappresentano un patrimonio di competenze e creatività che può guidare il paese nella società post digitale e un futuro di successo e sostenibilità. È fondamentale che queste aziende siano riconosciute e valorizzate, sia a livello nazionale che internazionale, per assicurare che il Made in Italy continui a essere sinonimo di eccellenza in tutti i settori.

Happy a Innovation!

 


giornalismo fiducia IA armandobarone copertina

Innovazione e IA: equilibrio e fiducia nel giornalismo moderno

L'intelligenza artificiale può sgravare i giornalisti (e altri professionisti) dai compiti meno significativi, permettendo loro di dedicarsi ad attività di maggiore valore, come inchieste, approfondimenti e altre attività importanti. Nonostante queste potenzialità, l'adozione dell'IA nelle redazioni solleva questioni di fiducia e qualità nella produzione delle notizie.

L'Istituto Reuters per lo Studio del Giornalismo ha recentemente pubblicato un report che svela una crescente sfiducia nei confronti delle redazioni che utilizzano l'intelligenza artificiale (IA) per la produzione di notizie. Questo studio, condotto in 47 paesi, evidenzia come il 52% degli intervistati negli Stati Uniti e il 63% nel Regno Unito si sentano a disagio con i contenuti prevalentemente creati dall'AI, temendo per la loro affidabilità e veridicità.

Questa percezione negativa riflette una preoccupazione diffusa che l'automazione possa compromettere la qualità del giornalismo tradizionale.

Alcuni esempi di redazioni che utilizzano l'IA includono testate nazionali e internazionali, riportando soluzioni e risultati soddisfacenti.

La sfida della fiducia nella IA

Per affrontare questa sfida, le organizzazioni giornalistiche devono investire nella trasparenza e nell'integrazione etica delle tecnologie AI. È cruciale che i lettori siano informati su quando e come viene utilizzata l'IA, mantenendo al contempo i principi fondamentali del giornalismo.

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Impegno sulla qualità del giornalismo

Nonostante le opportunità offerte dall'IA, il mantenimento della fiducia del pubblico richiede un equilibrio delicato tra innovazione tecnologica e un impegno costante verso la qualità e l'integrità giornalistica. La chiave per il successo risiede nella capacità delle redazioni di combinare l'efficienza dell'IA con la sensibilità e il rigore dell'intervento umano, assicurando così contenuti affidabili e di alta qualità che possano soddisfare le aspettative del pubblico moderno.

Strategie da adottare

Per acquisire fiducia nonostante l'uso dell'IA, le redazioni devono adottare diverse strategie:

  • Trasparenza: Informare chiaramente i lettori su quando e come viene utilizzata l'AI. Ogni articolo prodotto o assistito dall'AI dovrebbe essere etichettato chiaramente.
  • Qualità e controllo umano: Garantire che i contenuti generati dall'AI siano sempre revisionati da giornalisti esperti, mantenendo standard elevati di accuratezza e qualità.
  • Etica e Responsabilità: Sviluppare e seguire linee guida etiche rigorose per l'uso dell'AI, evitando bias e disinformazione.
  • Coinvolgimento del Pubblico: Educare il pubblico sui benefici e i limiti dell'AI nel giornalismo, rispondendo alle loro preoccupazioni e feedback.
  • Innovazione responsabile: Usare l'AI per migliorare il giornalismo, ad esempio, nell'analisi dei dati e nella personalizzazione dei contenuti, senza compromettere l'integrità delle notizie.

Implementando queste pratiche, le redazioni possono guadagnare e mantenere la fiducia del pubblico, dimostrando che l'IA può essere uno strumento utile senza compromettere i valori fondamentali del giornalismo.

 

 


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Il ruolo del Digitale per la crescita del sistema Paese

Negli ultimi anni, siamo testimoni di una forte accelerazione della digitalizzazione, dimostrando quanto questa sia diventata fondamentale per la nostra società e per l’economia.

Per i consumatori, piattaforme come Amazon hanno trasformato le abitudini di acquisto, offrendo convenienza e rapidità, mentre i cittadini hanno beneficiato di strumenti come lo SPID, che semplificano l'accesso ai servizi pubblici online rendendoli più efficienti e sicuri.

Anche le aziende hanno tratto vantaggio dalla digitalizzazione, specialmente nel settore manifatturiero, adottando tecnologie dell'Industria 4.0 come l'Internet of Things e l'intelligenza artificiale per migliorare produttività e qualità dei prodotti.

L'impatto della Digitalizzazione

La digitalizzazione ha avuto un impatto significativo a livello nazionale, aumentando la produttività e creando nuovi posti di lavoro, stimolando l'innovazione e la competitività del paese.

In questo contesto, il digitale non è solo un insieme di tecnologie, ma un vero e proprio ecosistema che interconnette consumatori, cittadini, aziende e istituzioni, migliorando la qualità della vita e favorendo uno sviluppo economico sostenibile.

Inoltre, il digitale ha contribuito a renderci più resilienti in tempi di pandemia, facendoci progredire e spingendoci a cogliere nuove opportunità. La digitalizzazione si conferma quindi come un elemento imprescindibile per la crescita e la resilienza dell'Italia, offrendo vantaggi tangibili in termini di efficienza, produttività e accessibilità.

Comunicare il Digitale

Quindi, comunicare l'importanza del digitale e promuoverne i valori è cruciale per incoraggiare cittadini, lavoratori e imprese ad adottare le tecnologie digitali. Questo non solo aumenta la consapevolezza dei benefici, come l'efficienza e la produttività, ma aiuta anche a superare resistenze e timori legati all'innovazione. Una maggiore comprensione del digitale facilita l'inclusione, stimola l'innovazione e crea un ecosistema più resiliente e competitivo, favorendo una crescita economica sostenibile e migliorando la qualità della vita per tutti.

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La rilevanza dell'istruzione digitale

Anche nell’istruzione il digitale gioca un ruolo rilevante; infatti, quando usato correttamente, può essere una risorsa preziosa per l'apprendimento, la crescita personale e la connessione con gli altri. Studi hanno dimostrato che l'uso di strumenti digitali in ambito educativo può migliorare significativamente le competenze degli studenti, rendendo l'apprendimento più interattivo e accessibile.

Tuttavia, l'educazione digitale è cruciale per assicurare che i giovani possano navigare in sicurezza nel mondo online e sfruttare appieno le opportunità offerte dalla rete. Senza un'adeguata educazione, i giovani rischiano di incorrere in pericoli come il cyberbullismo, la disinformazione e le violazioni della privacy. Insegnare competenze digitali fin dalla giovane età aiuta a sviluppare un uso critico e consapevole della tecnologia, preparando i giovani a un futuro sempre più digitale. Evidenze mostrano che programmi di educazione digitale ben strutturati riducono significativamente i rischi online e aumentano la fiducia e la competenza digitale tra i giovani, favorendo un ambiente online più sicuro e produttivo.

Il valore dell'inclusione digitale

L'inclusione digitale nell'istruzione è cruciale poiché non solo modernizza i metodi di trasmissione della conoscenza, ma facilita anche il processo di apprendimento, rendendolo più coinvolgente e motivante. Le tecnologie digitali stimolano la creatività e lo scambio di idee, promuovendo la partecipazione attiva degli studenti.

Questo approccio innovativo permette di personalizzare l'apprendimento in base alle esigenze individuali, migliorando la comprensione e l'interesse per le materie. Inoltre, l'uso di strumenti digitali prepara gli studenti a un futuro tecnologico, dotandoli delle competenze necessarie per affrontare le sfide del mondo moderno.

DESI 2023

L'Italia e il Digitale, si deve ancora tanto

A livello nazionale, l'Italia si colloca al 19° posto nel Digital Economy and Society Index (DESI) tra i 27 Stati membri dell'UE. Nonostante i progressi compiuti, il paese deve ancora affrontare sfide significative, come il miglioramento delle competenze digitali della popolazione e l'incremento dell'adozione di tecnologie avanzate come l'intelligenza artificiale e i Big Data. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresenta un'opportunità cruciale per colmare questi gap, con circa 127 miliardi di euro destinati a riforme e investimenti nel settore della digitalizzazione.

In sintesi, il digitale crea valore trasformando il modo in cui acquistiamo beni, soddisfiamo bisogni, lavoriamo, impariamo e interagiamo, portando benefici tangibili in termini di efficienza, produttività e qualità della vita.

Happy Digital!

 


Comunicazione Politica piattaforme digitali

La comunicazione politica e la sfida della scelta delle piattaforme digitali

Da oltre un secolo, la politica e i media hanno intrecciato i loro percorsi. Negli anni Venti, l'avvento della radio trasformò radicalmente la politica iniziando ad allontanare i politici dalle piazze. Negli anni Sessanta, la televisione restituì ai politici la loro presenza fisica, sebbene in forma bidimensionale.

E oggi? Qual è il nuovo media che sta ridefinendo le dinamiche del gioco? Senza dubbio, sono i social media.

L'evoluzione della Comunicazione Politica

Non è un errore affermare che esiste una connessione significativa tra i risultati delle elezioni del 10 giugno in Europa e l'uso dei social media. Queste piattaforme hanno rivoluzionato il modo in cui i messaggi politici vengono diffusi e ricevuti, permettendo ai leader di raggiungere in maniera estremamente produttiva audience numerosissime.

Risulta molto interessante la sinergia tra piattaforme social e strategie di comunicazione mirate alle apparizioni pubbliche usate da molti politici, in Italia e in Europa.

Dirette streaming, Q&A live e campagne di hashtag sono diventati strumenti potenti per creare una connessione più immediata e personale con gli elettori. Questo cambiamento rappresenta una sfida continua per i politici, che devono adattarsi rapidamente alle nuove dinamiche digitali per mantenere e ampliare il loro consenso.

Comunicazione Politica piattaforme digitali

L'astensionismo e i social media

Tuttavia, nell'analisi del passaggio dalla TV ai social media, emerge un dato che merita attenzione: il crescente astensionismo. Nonostante l'enorme audience dei social media, sembra che questi non riescano a coinvolgere adeguatamente gli elettori nei progetti politici, ma piuttosto fidelizzano intorno a parole chiave che polarizzano un nucleo forte di aderenti, lasciando però fuori gli indecisi.

Dati sull'affluenza elettorale

I dati sull'affluenza alle urne mostrano una tendenza preoccupante. Dal 2009 a oggi, l'affluenza è diminuita progressivamente:

- 2009 Europee: 65,1% (anno in cui Facebook, lanciato al pubblico nel 2006, introdusse il pulsante Mi piace)
- 2014 Europee: 57,2%
- 2019 Europee: 54,5%
- 2024 Europee: 49,69%

Questa diminuzione dell'affluenza alle urne solleva interrogativi sull'efficacia dei social nel coinvolgere gli elettori ai fini di una robusta presenza alle urne, inequivocabilmente un segnale di buona salute della società.

Strategie di comunicazione politica

Un fenomeno che suggerisce due considerazioni fondamentali: in primo luogo, l'uso politico dei social dovrebbe essere più strategico, puntando a raccontare il progetto politico piuttosto che inseguire i trend con buzz word. In secondo luogo, la televisione dovrebbe essere rivalutata dalla politica come mezzo più inclusivo.

La TV, infatti, richiede una narrazione ben strutturata e divulgativa, supportata dalla presenza di giornalisti che mediano il messaggio, favorendo la condivisione del progetto con un pubblico più ampio.

Il futuro della politica e I nuovi media

Guardando al futuro, un'altra considerazione fondamentale riguarda le nuove generazioni di elettori, i cosiddetti nativi digitali, secondo un’analisi del Censis il cluster a maggiore astensione al voto in questa tornata.

In un continente che vive un inverno demografico l’offerta politica sarà capace di rappresentare anche i loro bisogni? Inoltre, riusciranno ad essere ben informati attraverso il loro canale naturale che sono i social media?

Questa domanda apre un dibattito cruciale sul ruolo dell'informazione politica e nella società post digitale. I social media, come li conosciamo adesso, favoriscono la fruizione di contenuti brevi e di intrattenimento, mentre una comprensione approfondita delle questioni politiche richiede tempo e analisi dettagliate.

La politica e i media continueranno a evolversi insieme, con i social che giocano un ruolo sempre più centrale. Capire e sfruttare queste piattaforme in modo efficace sarà cruciale per qualsiasi leader politico che aspira a rimanere rilevante e influente nel panorama politico contemporaneo. Tuttavia, sarà altrettanto importante garantire una strategia di comunicazione maggiormente inclusiva, capace di andare oltre la logica delle piattaforme social, e di fornire una visione chiara e dettagliata del progetto politico.


festival economia 2024 armandobarone

Festival dell'Economia di Trento: reinventarsi per crescere

Il Festival dell'Economia di Trento si conferma ogni anno come un evento di grande rilievo, attirando esperti e leader del settore pubblico e privato da tutto il mondo per discutere temi cruciali e delineare le tendenze future.

Quest'anno, due argomenti fondamentali sono emersi con forza nell'agenda dell'evento: la reinvenzione delle organizzazioni dovuta all'accelerazione delle tecnologie e alle potenzialità dell'intelligenza artificiale generativa, e l'importanza della formazione, a partire dai cicli scolastici primari.

IA Generativa e Formazione al centro

L'intelligenza artificiale (AI) e l'intelligenza artificiale generativa (Gen AI) promettono di rivoluzionare la produttività delle organizzazioni. Questa tendenza è apparsa chiara in tutti gli interventi. I benefici sono tangibili, ma richiedono capacità di investimento e lungimiranza di programmazione perché i risultati a scala sono attesi nei prossimi tre anni.

Unanime anche il giudizio rispetto al momento trasformativo che stiamo vivendo: i prossimi 20 anni ci porteranno in una società sostanzialmente differente da quella attuale. La capacità degli individui e delle organizzazioni di crescere e avere successo dipende dalla volontà di adattarsi ai cambiamenti e di investire nell’istruzione e nella formazione continua. Bisogna velocemente trasformare il paese in un incubatore di talenti.

La necessaria consapevolezza del Cambiamento

Va detto che, al momento, i segnali non indicano una presa di coscienza della leadership. Un nostro studio ha rivelato che il 58% delle persone teme che le nuove tecnologie possano far perdere loro il posto di lavoro, ma il 94% si dice pronto ad apprendere nuove competenze. Tuttavia, solo il 5% delle aziende sta attivamente riqualificando la propria forza lavoro su larga scala.

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Anche la leadership pubblica sembra non essere allineata alla necessità di reinventarsi. A sollevare l'urgenza di intervenire sul sistema di istruzione ha pensato il professor Francesco Profumo della Fondazione Sanpaolo, che ha evidenziato un’allarmante criticità: a sistema stabile, senza cambiamenti significativi, tra 20 anni avremo solo 80 mila laureati, rischiando di diventare un paese senza una classe dirigente.

Ripensare il sistema educativo

È fondamentale ripensare e rinnovare il sistema educativo per preparare le future generazioni alle sfide che le nuove tecnologie porteranno. Solo trasformando questa criticità in priorità e stringendo una grande alleanza tra pubblico e privato si potranno cogliere le opportunità della trasformazione tecnologica

Credo che sia arrivato il momento di darsi uno strumento per misurare il cambiamento, per capire dove investire, fare fine tunning quando necessario. Accenture, ad esempio utilizza un indice che classifica sei fattori di cambiamento: Tecnologia, Talenti, Economia, Geopolitica, Clima, Consumatori e Società.

Creare ispirazione attraverso i contenuti

Passiamo adesso alla comunicazione. Come ho avuto modo di raccontare in altri articoli, ritengo che la divulgazione e l’educazione sulle tecnologie siano driver fondamentali per creare fiducia e consapevolezza. I brand devono impegnarsi nella creazione di contenuti che siano non solo informativi ma anche ispiratori, promuovendo una conoscenza condivisa che contrasti la disinformazione, focalizzi le priorità e valorizzi il purpose che, in questo momento, sembra mancare al nostro Paese. Questo approccio trasforma i brand in un faro di conoscenza e verità in un contesto sempre più complesso e sovraccarico di informazioni.

La reinvenzione delle Organizzazioni

Il Festival dell'Economia di Trento ha messo in luce come la reinvenzione delle organizzazioni e del sistema di istruzione siano essenziali per sfruttare appieno le potenzialità delle nuove tecnologie. Ritengo che Accenture disponga di un modello utile per trovare una via comune ad affrontare le sfide future, combinando tecnologia e ingegno umano, per creare nuove opportunità di crescita e valore per l'ecosistema. La misurazione del cambiamento e la comunicazione strategica sono strumenti fondamentali per guidare le aziende in questo percorso di reinvenzione.

 


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Nell’era post digitale la Comunicazione è Business

La società post digitale, trainata da un’accelerazione convergente di più tecnologie mai sperimentata dall’uomo, si sta lentamente modellando. I fenomeni da analizzare sono tantissimi e uno di questi è senz’altro il ruolo della comunicazione.

Una prima riflessione riguarda il fatto che tra i principali protagonisti della società post digitale ci sono delle media company come Meta e Google, due aziende private che ogni anno investono in nuova tecnologia più o meno la metà di quello che investe tutto il sistema Italia. L’altro aspetto da sottolineare è il conseguente ingresso della comunicazione nel DNA delle strategie di business e quindi la capacità di generare valore per le organizzazioni e gli stakeholder.

La Comunicazione come fattore produttivo

Sempre più, quindi, la comunicazione è da intendere come uno dei fattori produttivi da combinare tra loro per massimizzare i profitti e generare valore sostenibile. Ritengo quindi lecito affermare che nella società post digitale non esista una strategia di business senza una strategia di comunicazione.

I germi di questo fenomeno sono presenti nel sistema da molto, segnali deboli da catturare durante la tempesta digitale che si è abbattuta su un ecosistema per troppo tempo impegnato nel biblico esercizio di provare a svuotare il mare del nuovo con la piccola conchiglia della resistenza. Con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

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Il caso della nuova Fiat 500

Il primo segnale che ricordo è il rilancio della Fiat 500 nel 2007, forse potremmo affermare che in quella occasione la comunicazione coincideva con la strategia di prodotto. Il risultato fu il rilancio dell'azienda, il miglioramento della percezione del brand, in Italia e all’estero, e l’aumento del valore nominale in borsa. Qualche dato può aiutare a focalizzare meglio.

Nei primi due giorni, Fiat ricevette 57.000 ordini dai concessionari, superando la produzione prevista per i due trimestri successivi. La Fiat 500 fu prodotta in più di 2.5 milioni di unità nei primi dieci anni dal suo rilancio. La milionesima auto venne prodotta nel 2012, mentre il traguardo di 2 milioni di modelli venduti fu raggiunto nel 2017.

Il ruolo degli stakeholder nelle strategie di Comunicazione

Non ritengo sia un caso se oggi la 500 è l’unica automobile a trazione elettrica nel parco auto Fiat che contribuisce al portafoglio dei prodotti del Gruppo Stellantis. Un acceleratore alla dimensione strategica della comunicazione arriva anche dal basso, ovvero dai clienti quelli che nella vita dell’azienda sono "gli stakeholder".

Abbiamo analizzato spesso l’evoluzione che porta le persone ad esigere dalle aziende un comportamento sempre più virtuoso e coerente. Ciò ha portato alla definizione di organizzazioni purpose driven.

Il valore della Leadership nella Comunicazione

Nella società post digitale quanto più è ampio il gap tra la comunicazione e la strategia di business tanto più è probabile che in quello spazio si annidi la sfiducia dei consumatori e la conseguente perdita di mercato da parte dell’organizzazione. Certo assumere il ruolo di comunicatore richiede una grande preparazione hardware e la capacità di apprendere continuamente, come del resto accade per le altre figure apicali.

Nello stesso tempo è necessaria una presa di coscienza dell’intero ecosistema e una leadership che sappia guidare le organizzazioni guardando alla gestione del cambiamento richiesta dal passaggio alla società post digitale ponendo nuova attenzione alle figure chiave del proprio team di business.

 

 


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Libertà di Stampa: diritto universale e valore da difendere

La libertà di stampa è un pilastro fondamentale delle democrazie moderne, ma oggi questo diritto essenziale sta attraversando un periodo critico. Secondo il recente rapporto di Reporters Sans Frontières, pubblicato in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa, le autorità politiche, che dovrebbero essere i primi garanti di questo diritto, sono spesso le sue principali minacce. Il rapporto evidenzia un calo preoccupante del 7,6 punti nell'indice politico a livello globale, segnalando un allarme che non può essere ignorato.

Le radici della Libertà di Stampa

La libertà di stampa ha radici profonde nella storia dell'umanità, essendo stata uno dei leitmotiv della lotta per i diritti civili e democratici. Dai pamphlet rivoluzionari del XVIII secolo alle inchieste che hanno scosso governi nel XX, la stampa ha sempre giocato un ruolo cruciale nel modellare le società libere.

Tuttavia, questo storico diritto è oggi appannato in molti paesi del mondo, compresa l'Italia, che ha visto la sua posizione scivolare al 46esimo posto nell'indice globale, entrando nella categoria dei paesi con una libertà di stampa "problematica".

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Le minacce al giornalismo

Il giornalismo è minacciato da vari fronti: da un lato, la rivoluzione digitale che pone in una situazione di instabilità il business model del settore, a cui si aggiunge la diffusione senza precedenti dei social che sottrae audience ed espone alla perdita di reputazione, dall’altro si assiste alla concentrazione dei media nelle mani di proprietà riconducibili a schieramenti politici, fino ad arrivare alle minacce e violenze nei confronti dei giornalisti.

Paesi come l'Ungheria, Malta e la Grecia sono esempi di come il potere politico possa alimentare un clima di sfiducia e ostilità verso la stampa. Questo clima si riflette anche in scenari più ampi, come la guerra in Medio Oriente e la situazione in Ucraina, dove la scarsa protezione dei giornalisti mette a rischio le vite e compromette la qualità dell'informazione.

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Il ruolo delle aziende e la Libertà di Stampa

In un'era di informazione globalizzata e istantanea, anche le aziende possono fare molto a favore della libertà di stampa. La comunicazione di un’organizzazione è differenziante solo quando sottoposta al giudizio critico di giornalisti liberi.

Supportare attivamente la libertà di stampa non solo è un dovere etico, ma contribuisce anche a creare un purpose, un ambiente informativo sano e trasparente, essenziale per la fiducia dei consumatori e la stabilità dei mercati.

In conclusione, la libertà di stampa è più di un diritto: è una necessità per la salute di qualsiasi società che si dica democratica. È responsabilità di tutti, dalle autorità politiche alle grandi corporazioni, proteggere e promuovere questo principio fondamentale.

Il futuro della democrazia dipende anche dalla nostra capacità di difendere e sostenere il giornalismo libero e indipendente.

 

 


Armando Barone

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