Poiché l’alfabetizzazione finanziaria continua a essere disomogenea tra Paesi, regioni e fasce sociali, il mondo dell’educazione formale non basta più da solo a colmare il divario. I sistemi scolastici faticano ad aggiornarsi al ritmo delle trasformazioni economiche e digitali. In questo vuoto si inseriscono sempre più attori – privati e pubblici – che ridefiniscono il ruolo educativo delle istituzioni, dei brand e persino delle politiche sociali.
Una direzione chiara emerge: trasformare concetti come risparmio, budgeting, costo/opportunità o gestione del rischio da nozioni astratte a esperienze tangibili. È un’evoluzione che non riguarda solo il prodotto, ma anche la comunicazione. Sempre più aziende stanno infatti scegliendo lo storydoing, ovvero costruire narrazioni attraverso azioni reali: momenti, esperienze e strumenti di alfabetizzazione finanziaria che hanno un impatto concreto sulle persone. Insegnare diventa la nuova forma di raccontare.
Alcuni casi internazionali
I casi internazionali lo dimostrano con chiarezza. Nel Regno Unito, Lloyds Bank ha ampliato la partnership con MyPocketSkill, piattaforma che permette ai giovani tra 13 e 25 anni di imparare a gestire il denaro attraverso micro-lavori retribuiti. Tutoraggio, fotografia, attività digitali: lavori veri che trasformano l’esperienza economica in apprendimento immediato. Gli studenti che utilizzano la piattaforma risparmiano di più e gestiscono meglio le proprie risorse: un messaggio potentissimo, comunicato con i fatti.
Un approccio altrettanto concreto è quello adottato da Garanti BBVA in Turchia, che apre le proprie filiali agli studenti delle scuole primarie. Vedere da vicino come funziona uno sportello, come si gestiscono le transazioni, come lavora il personale bancario rende la banca un luogo comprensibile.

Gamification come linguaggio
Infine, la gamification diventa un linguaggio educativo e narrativo insieme. In Romania, Raiffeisen Bank ha portato l’educazione finanziaria dentro Minecraft con My Financial Mission: moduli, quiz e scenari interattivi che trasformano i concetti economici in sfide da giocare, non da memorizzare.
Ma oggi anche in Italia qualcosa si muove nella stessa direzione. Una proposta bipartisan, discussa in sede di manovra economica, punta a introdurre un fondo pensione per ogni neonato, attivato fin dalla nascita con versamenti congiunti da parte dei genitori, dello Stato e dell’INPS. L’obiettivo è culturale prima ancora che economico: coltivare l’idea di sostenibilità finanziaria fin dalla culla, educando all’importanza del risparmio previdenziale già in età scolare e creando un capitale che potrà essere utilizzato anche per studio, formazione o avvio alla vita adulta. Un’iniziativa che unisce welfare, educazione e visione intergenerazionale.
Tutto questo risponde a un bisogno che riguarda tutte le età. Il rischio di cadere in trappole finanziarie, sovrastimare la propria capacità di spesa o non pianificare il futuro è un fenomeno trasversale che cresce nei periodi di turbolenza economica. Per questo brand e istituzioni stanno sviluppando percorsi pensati per studenti, lavoratori, famiglie e pensionati.
La IA come ausilio indispensabile
In questo scenario l’intelligenza artificiale introduce un salto di qualità: consente personalizzazione, continuità e adattabilità. Un assistente IA può valutare il livello dell’utente, proporre esercizi mirati, stimolare nuove competenze e offrire micro-consulenze quotidiane. Non è più solo tecnologia: è un mentore finanziario su misura, accessibile a chiunque.
E non è un vantaggio solo per i cittadini. Una società con maggiore cultura finanziaria favorisce comportamenti economici più stabili e razionali: meno indebitamento improduttivo, maggiore capacità di risparmio, più investimenti sostenibili. Tutto questo riduce il rischio sistemico e permette alle organizzazioni di operare in un mercato più maturo, più stabile e più predisposto a valorizzare prodotti e servizi evoluti. In altre parole: consumatori più consapevoli generano ecosistemi economici più sani.
Alla fine, l’educazione finanziaria non è solo un vantaggio individuale. È un investimento collettivo che crea una società più fertile. Aumenta la trasparenza, riduce le vulnerabilità, crea ricchezza e rafforza la fiducia nelle istituzioni e nei brand.
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