Multinazionali made in Italy tra opportunità e successo: il caso Illy Caffè
Le multinazionali di quell’ampio comparto definito Made in Italy rappresentano una forza silenziosa ma estremamente dinamica all'interno dell'ecosistema globale delle imprese. Queste aziende, pur avendo dimensioni contenute rispetto ai giganti del mercato, giocano un ruolo fondamentale almeno su tre livelli: innovazione, crescita economica e competitività.
Operando in segmenti di mercato ad alta specializzazione, riescono a posizionarsi come leader nei loro settori, sfruttando al massimo la flessibilità e la capacità di adattarsi rapidamente alle mutevoli esigenze del mercato, spesso con un livello tecnologico superiore alla media del settore.
Il ruolo delle multinazionali nell'ecosistema economico
La loro importanza nell'ecosistema economico non va affatto sottovalutata. Queste aziende, centrate su prodotti di alta qualità, sono capaci di catalizzare innovazione non solo a livello tecnologico, ma anche in termini di modelli di business e strategie di comunicazione. Esse possono contribuire a muovere intere categorie merceologiche grazie alle loro iniziative. Inoltre, contribuiscono in modo sostenibile e significativo alla crescita delle economie locali, generando posti di lavoro e promuovendo una cultura imprenditoriale orientata alla qualità e alla vicinanza alle persone.
Grazie alla loro capacità di internazionalizzarsi pur mantenendo una forte identità locale, le multinazionali del Made in Italy fungono da ponte tra economie locali e mercati globali, arricchendo l'intero ecosistema con una visione imprenditoriale unica.
Parlando in questo articolo di multinazionali del Made in Italy, non posso non riferirmi a un’azienda che è anche motivo di orgoglio nazionale: il caso Illy.
Multinazionali di successo, il caso Illy Caffè
Illy Caffè è riuscita a costruire un brand mondiale grazie a una strategia di comunicazione raffinata e coerente. Pur operando in un mercato globale dominato da enormi corporation, Illy ha saputo differenziarsi grazie a un prodotto eccellente e a una comunicazione incentrata su qualità, arte e sostenibilità, conquistando così un posto di rilievo tra i brand premium price. Questo caso di studio esplora come la comunicazione abbia permesso a Illy di trasformarsi da azienda familiare a brand internazionale, esportando nel mondo non solo un prodotto, ma anche un’imprenditoria di eccellenza.
Fondata nel 1933 a Trieste, Illy Caffè ha costruito una reputazione per l'eccellenza del suo prodotto, rivolgendosi a un mercato dell’esperienza e a consumatori che cercano momenti di consumo di alta qualità. Partendo da un mercato italiano altamente frammentato, l’azienda ha adottato una missione che l’ha portata a promuovere nel mondo non solo il prodotto, ma l'intera esperienza del caffè come forma d'arte.

La sfida delle multinazionali Made in Italy
La sfida, comune a molte multinazionali del Made in Italy, è stata quella di comunicare efficacemente il proprio valore unico in un mercato internazionale dominato da grandi marchi con risorse finanziarie molto superiori. L'azienda doveva trovare il modo di posizionarsi come leader di qualità in un contesto complesso e competitivo.
I pilastri della Comunicazione
E così è stato! La comunicazione Illy Caffè ha costruito una strategia che si è basata su tre pilastri fondamentali:
- Branding basato sull'arte e la cultura: Illy ha collegato il suo brand all'arte e alla cultura, collaborando con artisti internazionali per creare collezioni di tazzine e packaging unici. Queste iniziative hanno posizionato il brand come sinonimo di stile e creatività, rendendo il prodotto non solo un bene di consumo, ma anche un oggetto di design e collezione.
- Forte impegno sulla sostenibilità: La comunicazione di Illy è fortemente incentrata sul suo impegno per la sostenibilità e l'eticità della filiera del caffè. L'azienda ha raccontato in modo trasparente il suo processo di approvvigionamento diretto dai coltivatori, sottolineando come la qualità del prodotto sia legata a pratiche agricole sostenibili. Questo ha rafforzato il legame con un pubblico sensibile ai temi ambientali e sociali.
- Espansione digitale e storytelling visivo: Illy ha utilizzato il digitale in modo strategico per raggiungere un pubblico globale, creando contenuti visivi di alta qualità e utilizzando piattaforme social per raccontare la storia del brand. Attraverso video, immagini e racconti dei luoghi di produzione, l'azienda ha creato un legame emotivo con i consumatori, facendo leva sul concetto di autenticità.
L'importanza della strategia
Risultati? Grazie a una strategia di comunicazione ben definita, Illy Caffè è riuscita a diventare un marchio riconosciuto a livello internazionale. La sua presenza globale è cresciuta significativamente, con una distribuzione in oltre 140 paesi e una rete di caffetterie che contribuisce a consolidare il brand e i ricavi. Illy è stata anche premiata per il suo impegno verso la sostenibilità, ottenendo certificazioni e riconoscimenti che hanno ulteriormente rafforzato la sua reputazione.
Questo caso dimostra che, per una multinazionale del Made in Italy, una comunicazione ben curata e focalizzata su valori distintivi può fare la differenza nella competizione globale. Illy, guidata da imprenditori illuminati, ha saputo raccontare una storia coerente e affascinante, legando il suo prodotto a concetti di arte, qualità e sostenibilità. Ha costruito così un brand che va oltre il caffè e che continua a crescere grazie alla sua capacità di comunicare in modo autentico e differenziato.
[L'immagine di copertina è stata generata usando un modello di intelligenza artificiale]
Il ritiro di Joe Biden, una lezione di leadership
Domenica 21 luglio 2024 è una data che entrerà nei libri di storia. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha annunciato il suo ritiro dalla corsa alle presidenziali del 2024.
Questa decisione è stata presa dopo una performance televisiva non all’altezza dell’incredibile curriculum del presidente americano.
Con oltre 50 anni di esperienza politica, Biden ha risollevato la più grande democrazia del mondo dopo i fatti di Capitol Hill del 2021, inanellando una serie di successi economici senza precedenti. Sotto la sua amministrazione, il PIL è salito del 3%, la disoccupazione è scesa ai minimi storici del 4%, i posti di lavoro sono cresciuti di 5 milioni e gli investimenti in infrastrutture hanno raggiunto i 1000 miliardi di dollari.
Un grande leader che ha saputo dimostrare il suo valore anche nel ritirarsi, compiendo un atto di enorme responsabilità, empatia e inclusività, nonostante la posta in gioco e la forte polarizzazione.
Da tecnici della comunicazione vogliamo porre l’attenzione sulla gestione della campagna per la rielezione di Biden che, a nostro parere, non è stata in grado di valorizzare l’“asset” Joe Biden.

La strategia di comunicazione, lungi dal valorizzare gli incredibili risultati sociali ed economici, è sembrata volere inseguire il proprio competitor, l’ex presidente Donald Trump, nei suoi punti di forza, mettendo in moto una macchina strategica che è deflagrata nel dibattito televisivo del 27 giugno.
L'azione del team del presidente Biden sembra quindi essere caduta nell’errore di elaborare una strategia da follower e di essere stata poco attenta ai “basic”. Ecco alcuni punti:
- Pianificazione puntuale e sostenibile: la pianificazione degli eventi deve essere contestualizzata, dettagliata e sostenibile.
- Preparazione all'evento con una checklist strategica: la preparazione dell’evento deve essere affiancata da una checklist strategica per garantire che il percorso di avvicinamento sia nella giusta direzione.
- Costruzione di una narrativa differenziante e strategica: creare una narrativa forte e unica che risuoni con il pubblico e distingua il leader dal follower.
- Media training: il portavoce deve essere in formazione continua e avere modo di simulare il proprio intervento per testare l’efficacia del contenuto e la presenza scenica.
- Monitoraggio continuo del feedback: analizzare continuamente il feedback ricevuto dal pubblico, dai media e dagli stakeholder per adattare e migliorare la strategia.
Happy leadership!
[Immagine di copertina di Gage Skidmore su Wikimedia Commons con licenza CC BY-SA 2.0.]
Nuovi KPI nella comunicazione post digitale
Il recente episodio che ha coinvolto Zlatan Ibrahimovic, ripreso mentre partecipava a un gioco omofobo con lo youtuber IShowSpeed, conduce a una riflessione sul rapporto tra il purpose delle aziende, la scelta del media mix e i KPI.
Purpose e KPI: un nuovo approccio
Le aziende post-digitali devono essere guidate da un purpose chiaro e integrato nel design organizzativo. Il purpose rappresenta, nell’azienda moderna, una componente centrale della governance organizzativa. La vicenda che ha visto protagonista il campione svedese rende attuale un interrogativo rispetto a scelte di comunicazione basate sui KPI tradizionali, spesso meramente quantitativi.
È nostra convinzione, invece, che in una società post-digitale le scelte di comunicazione debbano essere “certificate” con un nuovo rigore che gli attuali media mix, creati sulla base di KPI quantitativi, non riescono a fornire, generando scelte insufficienti per valutare l'efficacia della comunicazione e rischiose per l’azienda.

L'importanza dell'etica nella comunicazione
Appare sempre più evidente che l’ecosistema della comunicazione debba muoversi dalla comfort zone dei KPI quantitativi per sviluppare nuovi parametri in grado di rappresentare la qualità e l'impatto delle iniziative comunicative rispetto al purpose delle organizzazioni.
I driver per KPI post-digitali
Esistono almeno tre driver da considerare per la creazione dei KPI post-digitali:
- Engagement di Qualità: misurare l'interazione con il pubblico, valutando non solo la quantità ma anche la qualità delle interazioni.
- Impatto ESG: valutare il ROI delle campagne di comunicazione, pesando la loro capacità di promuovere la sostenibilità finanziaria, sociale e ambientale.
- Coerenza con il Purpose: monitorare la coerenza delle comunicazioni con il purpose aziendale, assicurando che ogni messaggio rafforzi i valori fondamentali dell'organizzazione.
Proprio qualche giorno fa, come membro del board di Comunicazione, ho partecipato all'evento "L’Impresa Comunicativa" organizzato da Assolombarda, dove è emerso come la comunicazione d’impresa sia sempre più centrale nella governance aziendale e nei processi decisionali. Appare quindi matura una riflessione su un set di KPI in grado di misurare questa nuova centralità della comunicazione.
Happy Purpose!
Il futuro del Made in Italy, tra tecnologia e comunicazione
Alla luce dei grandi cambiamenti in corso, come la sostenibilità, la transizione tecnologica, i cambiamenti nei modelli di business e nelle politiche transnazionali, è possibile immaginare una nuova centralità del brand "Made in Italy"? Il valore simbolico e la percezione di eccellenza sintetizzati nel logo-slogan Made in Italy associano l’immagine di tutte le aziende che lo utilizzano a una certa internazionalità.
L'importanza della Comunicazione
Parliamo di settori che, se considerati nel loro insieme, commerciano internazionalmente oltre il 50% della produzione complessiva, significativamente superiore rispetto al 35% degli altri settori manifatturieri. Quindi, la comunicazione gioca un ruolo prezioso nell'esito finale e la capacità di produrre una differenziazione di valore è una responsabilità non solo nei confronti dell'azienda stessa e dei suoi clienti, ma anche del brand Made in Italy.
L'Italia possiede un valore unico e iconico, in grado di rappresentare il "lifestyle italiano", molto apprezzato a livello internazionale. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sta concentrando da tempo attenzione e investimenti per aumentarne la competitività globale e renderlo un motore di crescita accelerata per la nostra economia e per i giovani talenti e le future generazioni.

La responsabilità nella Comunicazione
Questo contesto pone grande responsabilità nella comunicazione dei brand che fanno parte di questo importante cluster dell’economia italiana. Infatti, devono garantire che i loro messaggi riflettano l'unicità e l'attrattiva del "lifestyle italiano", contribuendo così a mantenere e accrescere la competitività internazionale. Una comunicazione efficace non solo valorizza il brand stesso, ma sostiene anche l'immagine complessiva dell'Italia come leader in qualità, innovazione e stile, promuovendo una crescita accelerata per l'economia e offrendo opportunità ai giovani talenti e alle future generazioni.
È chiaro che il valore simbolico del Made in Italy non opera nel vuoto. Si inserisce all’interno di un sistema simbolico del consumo. Questo è evidente per il mondo della moda ma nel contesto odierno si applica anche ai brand B2B che vogliano scalare.
"Made in Italy" e opportunità tecnologiche
La diversità di questo brand è quindi un punto di forza che deve sensibilizzare la leadership delle aziende, nonché i comunicatori coinvolti, che devono essere in grado di accompagnare il percorso di business e l’evoluzione tecnologica che la sorregge anche per gli aspetti di comunicazione: la Gen AI costituisce infatti una grande opportunità per i brand del Made in Italy.
I modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) sono una frontiera da esplorare per dare maggior impatto alla narrativa del Made in Italy, soprattutto nel modo in cui i clienti interagiscono con l'informazione attraverso chatbot in grado di fornire risposte sempre più risolutive e soddisfacenti.
Se la marca altro non è che il risultato di una comunicazione interattiva e di uno scambio simbolico intorno al prodotto, la capacità dei brand del Made in Italy va oltre le parole o i loro loghi e diventa una questione strategica per la capacità dell’azienda di creare valore sostenibile.
Team Centauro di Comunicazione e la collaborazione con l’IA
I team di comunicazione possono trovare valore nella collaborazione con questa tecnologia emergente, trasformandola da potenziale avversaria a collaboratrice.
Le sfide della IA
Si tratta di una sfida, quindi è necessaria una strategia per implementarla, monitorarne lo sviluppo e misurarne i risultati.
I team di comunicazione possono adottare un approccio centauro, amalgamando le capacità umane con le potenzialità dell'IA per massimizzare l'efficacia e l'impatto delle loro attività. E, al contempo, elevare il work life balance.
Nel contesto della comunicazione, l'intelligenza artificiale (IA) non si limita a emulare le dinamiche critiche del nostro cervello, ma opportunamente utilizzata, può migliorare il processo e l’output.
La IA per migliorare la Comunicazione
L'IA introduce qualità e potenzialità uniche che possono arricchire e migliorare la comunicazione. In particolare, due aspetti chiave - connettività e possibilità di aggiornamento - assumono un ruolo centrale in questa trasformazione. Immagina un team di comunicazione in cui persone e IA lavorano insieme come un'unica entità, sfruttando le rispettive forze per raggiungere obiettivi comuni.
L’Intelligenza Artificiale Generativa può essere integrata in una rete flessibile e collaborativa, garantendo un flusso continuo di informazioni e conoscenze aggiornate, aiutando quindi non solo alla creazione di asset migliori ma ad una collaborazione maggiormente olistica.

Il Team Centauro
Ecco alcuni esempi concreti di come il Team Centauro potrebbero trasformare il settore della comunicazione:
- Analisi dei dati avanzata e personalizzazione: i team possono accedere a un flusso continuo di dati e informazioni, consentendo analisi approfondite e personalizzazioni su larga scala. Questo significa creare messaggi mirati e coinvolgenti per ogni segmento di pubblico, migliorando l'esperienza complessiva del cliente.
- Generazione automatizzata di contenuti: L'IA può essere impiegata per generare contenuti scritti, visivi e audio di alta qualità in modo automatizzato, liberando il tempo delle persone per attività più strategiche e creative. Questo non solo aumenta l'efficienza, ma apre anche nuove opportunità creative e dicura delle relazioni.
- Monitoraggio e adattamento in tempo reale: l'IA può monitorare continuamente le prestazioni delle campagne di comunicazione e suggerire aggiustamenti in tempo reale. Ciò significa adattare rapidamente le strategie in base ai feedback del pubblico e alle tendenze di mercato, mantenendo sempre un vantaggio competitivo e la decisione in capo alle persone.
In conclusione, il futuro delle squadre di comunicazione risiede nella collaborazione uomo-tecnologia, incarnata dal concetto di Team Centauro. Integrare l'IA non solo migliora le prestazioni e l'efficacia delle strategie di comunicazione, ma trasforma anche il modo in cui lavoriamo insieme, lasciando alle persone compiti a più alto valore e creando un ambiente più collaborativo, dinamico e orientato al risultato.
Happy IA!
5 lezioni dalla Scienza per il comunicatore contemporaneo
Nell'ambito della comunicazione moderna, l'intersezione tra umanesimo e tecnologia pone sfide nuove e complesse. Per navigare con successo in questo paesaggio mutevole, i professionisti della comunicazione possono trarre ispirazione e metodologia dalla scienza, un campo che per sua natura abbraccia il cambiamento e cerca la verità.
Ecco cinque lezioni fondamentali che la scienza offre ai comunicatori del nostro tempo:
Prontezza nell'autocorrezione
La scienza non è dogmatica; è un processo continuo di apprendimento e raffinamento. Allo stesso modo, i comunicatori dovrebbero essere aperti a rivedere e aggiornare i loro messaggi e strategie. In un'epoca in cui la tecnologia e le circostanze possono cambiare rapidamente, l'abilità di adattarsi e correggersi è vitale. La capacità di autovalutazione e autocorrezione permette di rimanere rilevanti e mantenere la fiducia degli stakeholder.
Valutazione critica dell'informazione
Così come un esperimento scientifico dipende dalla precisione dell’informazione, l'efficacia di una campagna comunicativa dipende dalla qualità dell'informazione. Un comunicatore deve quindi agire con scrupolosità simile a quella di un ricercatore, verificando le fonti e interpretando i dati con un occhio critico. Una comprensione profonda del contesto e un'analisi accurata dell'informazione sono imprescindibili per una comunicazione che aspiri all’autenticità.

Focalizzazione sull'Umanità
La scienza sa che dietro ogni numero e dato c'è l'umanità. Per i comunicatori, questo si traduce in un approccio che considera le persone, non solo come destinatari di messaggi, ma come cuore pulsante di ogni strategia comunicativa. Riconoscendo le esigenze, aspirazioni e timori delle persone, si possono costruire narrazioni che veramente risuonano e che creano legami significativi.
Integrazione tra conoscenza umanistica e competenze tecnologiche
La storia ci mostra figure emblematiche, come Steve Jobs, che hanno saputo integrare l'umanesimo con la tecnologia. I comunicatori possono imparare a sintetizzare queste due aree per creare messaggi che siano tecnicamente avanzati ma che parlino anche all'esperienza umana. La tecnologia non deve essere un fine ma uno strumento al servizio di una comunicazione che tocchi la dimensione umana profondamente.
Apprendimento e sperimentazione continui
La scienza avanza testando ipotesi e accettando il fallimento come parte del processo. I comunicatori devono adottare questo approccio sperimentale, essere curiosi e pronti a imparare da ogni risultato. Questa mentalità orientata verso la scoperta e l'innovazione consente di esplorare nuove frontiere comunicative, di sperimentare con nuove tecnologie e di trovare modi creativi per coinvolgere il pubblico.
Attraverso queste lezioni, la scienza si rivela un faro per il comunicatore contemporaneo, che in un mare di informazioni e innovazioni tecniche deve sempre trovare la rotta che conduce all'essere umano. Integrando autocorrezione, rigore nell'informazione, una visione umanistica, l'adozione di nuove tecnologie e una costante disposizione all'apprendimento, i comunicatori possono aspirare a creare messaggi che non solo informano ma anche ispirano.
Happy communication!
Purpose company: la comunicazione efficace contro l'obesità
L’obesità, soprattutto quella giovanile, è una sfida sanitaria globale che richiede un intervento immediato. La prevenzione attraverso una comunicazione efficace e strategica è fondamentale per invertire questa tendenza preoccupante.
Una recente ricerca pubblicata sul Financial Time, ripresa anche da Il Corriere della Sera, ha analizzato dati provenienti da quasi 200 paesi su oltre 220 milioni di individui, ha evidenziato una preoccupante crescita dell'obesità a livello globale – il fenomeno in Italia è altrettanto allarmante sebbene non in aumento.
Obesità giovanile, un problema globale
Attualmente, una porzione significativa della popolazione mondiale è classificata come obesa, situazione che genera una pressante necessità di adottare politiche volte a promuovere la prevenzione dell'obesità, stimolare la perdita di peso e diminuire il rischio di malattie correlate.
Il drammatico incremento dei tassi di obesità rischia di compromettere i progressi raggiunti in termini di longevità e anni di vita in buona salute.
Inoltre, questo fenomeno carica i sistemi sanitari e i datori di lavoro di oneri finanziari crescenti.
Gli esperti riconducono questa escalation all'eccessiva disponibilità di alimenti e bevande poco salutari, alla difficoltà di accedere a prodotti nutritivi e alla scarsità di occasioni per praticare attività fisica.
Il ruolo della Comunicazione
Ecco perchè la comunicazione riveste un ruolo fondamentale nella prevenzione dell'obesità giovanile, agendo come ponte tra la conoscenza e l'azione nel contrasto a questa epidemia crescente.
Credo che un gran numero di aziende possano potenzialmente partecipare a ridurre questo fenomeno legando l’issue sociale positivamente al loro purpose attraverso l'adozione di strategie comunicative e promuovere stili di vita salutari.

L’obiettivo da centrare dovrebbe essere quello di creare un progetto d’azione che faccia della buona vita un atteggiamento alla moda.
I Purpose brand, con il loro vasto raggio d'azione, hanno la capacità di influenzare positivamente le abitudini delle persone e potrebbero promuovere programmi e campagne di marketing mirate.
Allo stesso modo, le istituzioni, attraverso politiche pubbliche e iniziative scolastiche, possono creare ambienti che favoriscono la scelta di opzioni alimentari sane e attività fisica regolare. Così contribuiscono a formare una consapevolezza precoce sui rischi associati all'obesità.
Lo sport al pari di altre materie
A proposito di attività fisica regolare, sono sempre più convinto che una delle rivoluzioni che la scuola italiana dovrebbe compiere è l’equiparazione dello sport alle altre materie scolastiche fin dalla materna e per tutto il percorso di formazione.
Anche famiglie, giocano un ruolo insostituibile nel modellare le abitudini di bambini e giovani, fornendo non solo le basi per una dieta equilibrata e un'attività fisica adeguata ma anche un modello di comunicazione aperto e di supporto.
La conversazione in famiglia sull'importanza della salute e del benessere può rafforzare ulteriormente i messaggi ricevuti dagli altri attori, creando una missione ecosistemica pubblico/provata dal grande impatto non solo sociale ma anche economico.
Ovviamente per parlare ai giovani dobbiamo utilizzare non solo i linguaggi giusti ma anche i mezzi giusti.
Quindi, l'adattamento della comunicazione alle nuove tecnologie e ai social media è fondamentale. App, chat di AI e giochi interattivi offrono un mezzo innovativo per promuovere stili di vita sani, coinvolgendo i giovani in maniera diretta e personale.
Tecnologia e salute, nuovo approccio
Le nuove tecnologie presentano sia opportunità che criticità: se da un lato amplificano il messaggio di prevenzione, dall'altro richiedono un'attenta valutazione dei contenuti per garantire efficienza ed efficacia nel raggiungere il target giovanile in maniera positiva, senza generare controproducenti effetti di stigma o disinformazione.
In conclusione, la comunicazione è fondamentale nella lotta contro l'obesità giovanile. Attraverso un moderno partenariato pubblico/privato trainato dai Purpose Brand e l'utilizzo delle nuove tecnologie, possiamo promuovere uno stile di vita sano fin dall'infanzia in grado di creare un volano positivo anche per l’economia, le famiglie e le finanze dello stato.
Happy communication!
Trasformare il purpose in azione, la nuova frontiera del branding in action
In Italia, sebbene l'inflazione stia registrando un calo in diversi settori, non si osserva la stessa tendenza per il carrello della spesa, continuando a rappresentare una fonte di disagio per le famiglie.
L'inflazione e il potere dei Brand
Ecco perchè i brand e le campagne che propongono un obiettivo superiore attraggono consumatori alla ricerca di partecipare a qualcosa di più grande di loro stessi. In questo contesto di branding in action”, Capitan Findus ha lanciato recentemente una sfida coraggiosa all'inflazione, annunciando una riduzione del 20% sui prezzi dei suoi iconici Bastoncini. Questa mossa, mirata a sostenere il potere d'acquisto dei consumatori, si accompagna a significativi investimenti nella fabbrica di Cisterna di Latina, volti a ridurre i costi di produzione. Un esempio concreto di come il purpose di un'azienda possa essere traducibile in azioni tangibili.
Branding in action, in pratica
Nell'attuale contesto di mercato, altamente competitivo e sempre più orientato verso i valori, rendere il proprio “purpose” tangibile diventa un requisito indispensabile per i brand. Questo richiede alle aziende un passo oltre la trasparenza e la condivisione dei propri valori superiori.
Sempre più ciò che spinge le persone a diventare sostenitori, celebrare e dimostrare fedeltà verso un brand è la capacità di quest'ultimo di compiere progressi nel campo del cambiamento sociale e di dare ai consumatori gli strumenti per risolvere priorità di vita contribuendo attivamente alla risoluzione.
Come nel caso sopracitato dove un brand ha applicato uno sconto importante sul suo prodotto principale che è anche quello che gode del più forte immaginario sul mercato rispetto ad altre referenze in quella categoria.

Il brand e azioni concrete
Questa esigenza si lega strettamente all’importanza per le marche di intraprendere azioni concrete. Nel mondo odierno, dove i consumatori sono sempre più informati e consapevoli delle problematiche economiche, essi cercano non solo prodotti o servizi, ma esperienze in cui ravvedono la realizzazione dei propri valori.
Quindi, le aziende che riescono a integrare nella loro missione e nelle loro pratiche quotidiane iniziative volte a promuovere un impatto sociale positivo, non solo guadagnano l'apprezzamento del pubblico, ma catalizzano anche un supporto attivo e una lealtà duratura.
In questo modo, diventano non solo fornitori di beni o servizi, ma veri e propri alleati dei loro clienti nella costruzione di un futuro migliore.
Questa è la nuova frontiera per le aziende che vogliono emergere in un mercato globale sempre più affollato e competitivo: essere motori di cambiamento sociale e permettere ai consumatori di partecipare attivamente a questa trasformazione.
Il brand in connessione coi giovani
A proposito di futuro, indubbiamente quello di un brand è intrinsecamente legato alla capacità di connettersi e di rimanere rilevante per le giovani generazioni, poiché i giovani di oggi rappresentano i consumatori, i leader e gli influenzatori di domani. Questa prospettiva enfatizza l'importanza di comprendere e rispondere alle aspettative, ai valori e agli ideali dei giovani, che sono in continua evoluzione. Man mano che crescono e si affermano nel tessuto socio-economico, i giovani di oggi porteranno con sé le loro preferenze e i loro valori nelle decisioni di acquisto, influenzando così le tendenze di consumo e la direzione del mercato.
Ecco perché l’adozione di un approccio che pone il "brand in action" al centro delle strategie aziendali risuona particolarmente con i giovani, che si distinguono per la ricerca di autenticità. Questi giovani, cresciuti in un'epoca di rapidi cambiamenti tecnologici e di crescente consapevolezza su temi come il globlal warming , ricercano nei brand un impegno concreto verso questioni reali.
Questa generazione valuta le aziende sulla base di come queste ultime integrano i loro valori etici e sociali all'interno dei propri modelli di business , mostrando una netta preferenza per quelle agiscono attivamente per realizzare il necessario cambiamento.
In questo contesto, la comunicazione che riesce a toccare corde autentiche, mostrando l'impatto reale delle azioni di un'azienda sulla comunità e sull'ambiente, ha una risonanza particolare.
Le strategie dei brand di oggi, infuse di un profondo purpose, tessono la trama di un domani in cui le aziende non sono solo scelte, ma vissute come parte integrante della propria identità e dei propri valori.
Un futuro, quindi, dove l'autenticità e l'impegno concreto diventano la chiave per sbloccare la fedeltà e l'entusiasmo dei consumatori, guidando i brand verso orizzonti sempre più ampi e significativi.
Happy purpose!
Dalle scuse di Zuckerberg ad una nuova era dei social media
Facebook compie 20 anni e il quasi simultaneo atto di scuse pubbliche da parte del co-fondatore presidente e CEO di Meta, Mark Zuckerberg, alle famiglie dei minori danneggiati dall'uso dei social media, segna un momento cruciale del settore.
Questo evento, avvenuto durante un'udienza del Senato degli Stati Uniti alla quale hanno partecipato gli AD delle principali piattaforme social, evidenzia uno dei problemi che unisce l'occidente: l'urgenza di affrontare le minacce poste dall'uso dei social media ai minori.
L'impatto dei social media sui minori e società
La realtà che emerge è univoca: l'uso improprio dei social può causare danni tangibili, sia a livello individuale che collettivo. Questo riconoscimento suggerisce a chi gestisce questi canali di ripensare radicalmente l'approccio alla governance aziendale andando oltre le policy interne e di iniziare a guardare alla regolamentazione come un asset indispensabile per garantire la sostenibilità futura delle aziende e del settore.

La posto in gioco è enorme, sia dal punto di vista sociale a tutela del sempre più scarso patrimonio di giovani che caratterizza i paesi occidentali ma anche le stesse aziende del settore. Usiamo sempre l'azienda di Mark Zuckerberg come esempio. Meta, che continua a macinare record, vale infatti oggi 1.2 trilioni di dollari. È semplice immaginarsi che se lo scandalo di Cambridge Analytica è costata 7 miliardi di dollari, quanto potrebbe fare male all'azienda di Menlo Park una crisi che avesse al suo centro una fetta determinante di audience come i giovani.
Anche qui l'Europa potrebbe ribadire l'indiscusso dominio giuridico culturale, semmai prendendo spunto dalla regolamentazione del settore TLC. Allo stesso modo sembra maturo un ragionamento rispetto al mercato dell'ADV on line per incentivare il passaggio da un sistema basato sui volumi a quello sulla qualità. Fatto che potrebbe portare benefici anche ai mercati "adiacenti" a quello delle Big Tech come l'editoria.
I social media e la regolamentazione
Tuttavia, l'episodio delle scuse di Meta rappresenta solo l'inizio di un percorso necessario verso un mercato più sostenibile. Parte della sfida è infatti in capo alle aziende e ai brand. Nell'epoca della "purpose driven company" è sempre più vicino il momento in cui i consumatori inizieranno a volgere lo sguardo verso di loro rispetto alla postura dei grandi player dell'online. Questo implicherà necessariamente la definizione di coerenti strategie di comunicazione e pianificazione mezzi.
Credo quindi che i social network si stiano avvicinando ad un bivio: continuare sulla strada dell'autoregolamentazione o intraprendere un percorso con il Regolatore per la definizione di norme che garantiscano la sostenibilità del business e il benessere collettivo.
La direzione scelta sarà determinante non solo per il futuro dei social network ma per la società nel suo complesso.
Happy Social!
La Comunicazione e la Tecnologia per un sistema fiscale sostenibile
Sappiamo che la comunicazione è un pilastro fondamentale per una società informata e partecipe. Nonché una variabile irrinunciabile per curare il percepito di qualsiasi sistema privato quanto istituzionale.
L'importanza della Comunicazione nel Fisco
Uno dei settori in cui la comunicazione dovrebbe avere un ruolo maggiormente strategico è l'apparato tributario. In un Paese dove la pressione fiscale e l’evasione pongono seri interrogativi sulla sostenibilità del sistema si sente il bisogno di un approccio ad una comunicazione trasparente, coinvolgente e vicina agli stakeholder (cittadini, imprese, professionisti, lavoratori, investitori) in grado di creare sostegno nei confronti della missione di tutelare i beni collettivi.
La prima sfida da superare è accettare il fatto che la comunicazione dei temi fiscali ha un’audience molto più larga dei tecnici, quindi avrebbe buon senso spostare l’asse dal mondo dei tecnici tributari e fiscali verso una comunicazione a favore della reale comprensione del cittadino, delle imprese, degli investitori.

Coinvolgere attivamente i cittadini nel dialogo è essenziale: campagne informative, strumenti online interattivi e incontri pubblici possono contribuire a creare un ambiente in cui i cittadini possono esprimere le proprie domande e preoccupazioni, ottenendo risposte chiare e aiutando a plasmare le politiche fiscali.
Educazione Fiscale e Giovani
Un altro aspetto quando si parla di comunicazione per un nuovo approccio in ambito di comprensione e comunicazione tributaria è quello di educare i giovani. Coinvolgerli nell'educazione fiscale è di fondamentale importanza per plasmare una società futura informata e responsabile.
La comunicazione aperta sulle questioni fiscali non solo fornisce loro le conoscenze necessarie per gestire le proprie finanze in modo responsabile, ma li sensibilizza anche sull'importanza del contributo fiscale per sostenere i servizi pubblici.
Educare i giovani al fisco li prepara a diventare cittadini consapevoli e partecipi, capaci di influenzare positivamente le politiche fiscali e contribuire al benessere collettivo. Inoltre, li incoraggia a porre domande critiche e a comprendere il valore della trasparenza e della comunicazione aperta nelle questioni finanziarie e sociali.
Case Study: Repubblica Ceca
A proposito di impatto positivo della comunicazione sulla comprensione fiscale dei cittadini, segnalo il caso della Repubblica Ceca che ha lanciato recentemente una campagna di comunicazione "DaDáme Daně" con l'obiettivo di migliorare la comprensione fiscale tra i cittadini.
La campagna è stata sviluppata dal Ministero delle Finanze ceco e ha coinvolto una serie di partner, tra cui l'Agenzia delle Entrate, l'Accademia delle Scienze ceca e l'Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.
È stata utilizzata una comunicazione semplice e diretta per spiegare concetti fiscali complessi. Si è fatto uso di un linguaggio chiaro e illustrazioni intuitive per rendere le informazioni più accessibili ai cittadini. Gli sforzi sono stati concentrati sulla promozione della trasparenza e sull'invito ai cittadini a partecipare attivamente al processo di definizione delle politiche fiscali.
La campagna "DaDáme Daně" anche dal punto della "delivery" è stata pensata bene, sono stati utilizzati una serie di canali per raggiungere i cittadini, tra cui:
- Spot televisivi e radiofonici
- Pubblicità online
- Materiali informativi, come brochure e opuscoli
- Eventi pubblici
L'operazione ha avuto un impatto positivo sulla comprensione fiscale dei cittadini cechi. Un sondaggio condotto dal Ministero delle Finanze ha rilevato che il 70% dei cittadini ha trovato la campagna utile o molto efficace. Inoltre, il sondaggio ha rilevato che il 60% è più propenso a partecipare al processo di definizione delle politiche fiscali.
Tecnologia e Comunicazione Fiscale
Questo è un esempio di come la comunicazione può essere utilizzata per migliorare la comprensione dei cittadini dei temi complessi.
In conclusione, il sistema fiscale italiano può trarre enormi benefici da una comunicazione multi-stakeholder più chiara, semplice e coinvolgente. Questo non solo aiuterà cittadini e imprese a comprendere meglio le tasse, ma migliorerà anche il rapporto con il fisco.
Una comunicazione intelligente e coinvolgente è la chiave per plasmare e emancipare la comprensione delle tasse in Italia, contribuendo a una società più informata e partecipe. Anche in questo caso le tecnologie possono essere un alleato, si pensi al potere della iper-personalizzazione che consente l’intelligenza artificiale generativa.
Happy communication!










