comunicatore cambiamento armandobarone

La comunicazione del futuro: 7 segnali di cambiamento

Nel mondo della comunicazione, essere aperti al cambiamento è fondamentale per rimanere rilevanti e adattarsi alle evoluzioni del mercato. I professionisti della comunicazione che riescono ad abbracciare il cambiamento dimostrano una maggiore capacità di innovazione e di adattamento alle nuove tecnologie e alle esigenze dei clienti. In questo articolo, esploro sette segnali che indicano se sei un professionista della comunicazione mentalmente aperto al cambiamento.

  • Curiosità e ricerca costante: un professionista della comunicazione aperto al cambiamento è guidato da una curiosità intrinseca e da una volontà di apprendere costantemente. Questo si traduce in una ricerca attiva di nuove tendenze, strumenti e metodologie nel campo della comunicazione. Un segnale di apertura mentale al cambiamento è l'impegno costante nel rimanere aggiornati sulle ultime innovazioni del settore.
  • Flessibilità e adattabilità: la capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti è un tratto distintivo di un professionista della comunicazione aperto al cambiamento. Questa flessibilità si riflette nella volontà di esplorare nuovi approcci e di abbracciare nuove strategie di comunicazione, anche se ciò significa lasciare da parte le vecchie pratiche. L'apertura mentale si manifesta nel desiderio di ruotare verso il nuovo.
  • Mentalità sperimentale: i professionisti della comunicazione aperti al cambiamento sono disposti a sperimentare e ad assumere rischi. Essi comprendono che l'innovazione è un vero e proprio LAB che richiede l'esplorazione di nuove idee e la volontà di provare approcci non convenzionali. Questa mentalità sperimentale consente loro di esplorare nuove strategie di comunicazione, testare nuovi formati e adattarsi in base ai risultati ottenuti.

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  • Collaborazione e condivisione delle conoscenze: un segno di apertura mentale al cambiamento è la volontà di collaborare con colleghi e di condividere le proprie conoscenze. I professionisti della comunicazione aperti al cambiamento sono consapevoli che l'apprendimento e la crescita si verificano attraverso l'interazione e la relazione con gli altri. Essi sono disposti a condividere le proprie esperienze, a partecipare a gruppi di discussione e a supportare il progresso dell'intera industria della comunicazione.
  • Fare crescere il proprio team: il comunicatore che abbraccia la contemporaneità si adopera per valorizzare le aree di forza del suo team, garantendo la loro continua evoluzione, che si tratti di hard skills o soft skills.
  • Capacità di adattarsi alla tecnologia: l'era post digitale ha trasformato radicalmente il campo della comunicazione, richiedendo ai professionisti di adattarsi alle nuove tecnologie e ai canali di di consegna del messaggio emergenti. Un segnale di apertura mentale al cambiamento è la volontà di abbracciare e comprendere l'evoluzione tecnologica. I professionisti della comunicazione mentalmente aperti sono disposti a imparare nuovi da strumenti digitali, adottare piattaforme social emergenti e integrare le tecnologie digitali nella loro strategia di comunicazione. Sono consapevoli che la tecnologia è un potente superpotere e copilota per raggiungere il pubblico in modo più efficace e per adattarsi alle sue preferenze e abitudini.
  • Capacità di gestire il feedback e l'incertezza: un professionista della comunicazione aperto al cambiamento sa gestire il feedback in modo costruttivo e affrontare l'incertezza con tranquillità. Questo significa essere aperti a ricevere critiche, adattare le proprie strategie in base ai risultati ottenuti e abbracciare l'incertezza come opportunità di crescita. L'apertura mentale si manifesta nella volontà di ascoltare diverse prospettive e di adattare le proprie azioni di conseguenza, senza resistenza al cambiamento.

In conclusione, essere professionisti della comunicazione mentalmente aperti al cambiamento è una caratteristica fondamentale per rimanere competitivi e rilevanti nel settore. La curiosità costante, la flessibilità, la mentalità sperimentale, la collaborazione, l'adattabilità alla tecnologia e la gestione del feedback e dell'incertezza sono i segnali che indicano se siamo veramente aperti come comunicatori. Mantenere queste qualità e competenze vive è essenziale per adattarsi alle nuove tendenze, tecnologie e preferenze del pubblico, garantendo il successo a lungo termine nella nostra professione.

Quindi, se vi riconoscerete in questi segnali, congratulazioni! Siete professionisti della comunicazione mentalmente aperti al cambiamento. Continuiamo ad abbracciare l'innovazione e a sperimentare nuove strategie per restare all'avanguardia nel nostro campo e guidare il cambiamento nel mondo della nostra amata comunicazione.

Happy innovating


AI modo lavoro armandobarone

IA, il copilota che rivoluziona il modo di lavorare

Non è ripetitivo né ridondante insistere su un concetto basilare del nostro tempo: l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando tutti i settori, tutti i mestieri e il mercato del lavoro.

Molte professioni richiedono già una trasformazione del lavoro quotidiano attraverso l’Intelligenza Artificiale. Pur ritenendo urgente che l’ecosistema, a partire dal mondo regolatorio, comprenda ed agisca per gestire i rischi che tutte le tecnologie hanno sempre presentato, non possiamo disconoscere che questo grande cambiamento pervaderà sempre di più le nostre vite professionali.

L’AI permette di acquisire veri e propri superpoteri che è bene incorporare nella prassi lavorativa. Tali superpoteri serviranno a imprenditori, manager, impiegati, insegnanti, studenti a migliorare nettamente la qualità dei propri output potendosi dedicare alle attività di maggiore valore, affidando all’AI i volumi.

Affinchè ciò avvenga è necessario acquisire competenze e abilità che ci predispongano a guidare insieme al Co-pilota AI.

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Un copilota straordinario che cambia il nostro modo di lavorare e permette a tutti i mestieri di liberare il tempo per attività di maggiore valore. Potenzialmente parliamo di una tecnologia in grado di consentire al mondo del lavoro quel salto verso la sostenibilità che appare sempre più necessario.

Pensando al mio mestiere di comunicatore non posso non considerare mondi possibili dell’AI.  I chatbot, sofisticati programmi di conversazione, potrebbero essere capaci di analizzare le domande dei giornalisti e fornire risposte adeguate in tempo reale. Questa innovazione potrebbe, in teoria, rendere le conferenze stampa più efficienti e gestibili e contribuire alla creazioni di meta dati che potrebbero aiutare l’elaborazione di contenuti sempre più personalizzati.

É ovvio che in ottica di trasformazione del mestiere, i nuovi comunicatori devono essere in grado di gestire e controllare, proprio perché abbiamo riconosciuto all’AI il ruolo di co-pilota e non quello di pilota.

Nonostante le tecniche di apprendimento automatico siano sempre più sofisticate, l'AI non può (ancora) competere con la capacità umana di riflettere, ragionare e formulare opinioni basate su esperienze personali.

Tuttavia, ritengo possibile la visione futuristica di un'AI che gestisce interamente una conferenza stampa. Stiamo già assistendo a progressi rapidi nell'apprendimento automatico e nella comprensione del linguaggio naturale. Mentre i sistemi AI continuano a migliorare, diventa plausibile immaginare un futuro in cui l'AI assumerà un ruolo sempre più centrale nella professione del comunicatore.

In conclusione, il mondo cambia perché siamo noi a cambiarlo. Tuttavia, prima di tutto dobbiamo acquisire le competenze per guidare il cambiamento. Ogni rivoluzione tecnologica rappresenta il copilota, ma la direzione la impostiamo sempre noi.

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PA sfida talenti armandobarone

Rebranding della PA: la vera sfida per i Talenti

Nell'era dell'innovazione e della competizione globale, la Pubblica Amministrazione italiana sta affrontando una sfida importante: attrarre e trattenere i talenti necessari per compensare il turn over e per coordinare i progetti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Dopo decenni di comunicazione con il mantra di ridurre a tutti i costi il personale, la PA si accinge ad attirare nuovi talenti e ad affrontare un ambizioso processo di rebranding che mira a trasformarne l'immagine. Se questo sforzo collettivo dovesse riuscire, come dobbiamo augurarci,  potrebbe portare a un mercato dei talenti radicalmente diverso da quello attuale, spostando nettamente gli equilibri in gioco, con l’ingresso di un nuovo attore pubblico che diventa un competitor per le organizzazioni private nel mercato del lavoro.

Il riposizionamento d’immagine in atto ha lo scopo di migliorare la brand image che i talenti  e altri stakeholder hanno della PA, e di adeguarla alle esigenze e alle opportunità del contesto. E questo sembra a tutti gli effetti un rebranding proattivo, perché il cambiamento in questione rappresenta un’esclusiva opportunità di miglioramento della percezione.

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Quindi, per competere con il settore privato e attrarre i talenti necessari per le operazioni chiave, la Pubblica Amministrazione italiana ha riconosciuto l'importanza di rafforzare il proprio brand. Il riposizionamento in corso mira a comunicare il purpose nel contribuire alle missioni del Paese previste dal PNRR in un momento di grande cambiamento e di segnalare i benefici affrontando di petto i bias che riguardano la PA e che per anni sono stati lasciati circolare senza contrapposizione.

La comunicazione senza dubbio gioca un ruolo fondamentale in questo processo di rebranding. Il dibattito sui media si è più volte acceso sulla trasparenza e la valorizzazione delle competenze presenti nella Pubblica Amministrazione italiana, sui salari e le possibilità di carriera.

Un vero e proprio cambiamento di paradigma: quando la PA italiana riuscirà a diventare più attraente, i giovani professionisti potranno guardare al settore pubblico locale e centrale come un'opzione di carriera altamente interessante, in grado di offrire stabilità, sviluppo professionale e un impatto positivo sulla società.

Sembra quindi che il settore privato avrà a breve un grande ed importante competitor in quella che viene definita ‘la guerra dei talenti’, che sia questo il trigger per accelerare gli investimenti in formazione, anche per la workforce attuale, da molto tempo teorizzati come necessari?


comunicazione team armandobarone

Comunicazione di team: come migliorarla per il successo collettivo

L’ingresso nell’era post-digitale porta con sé svariati vantaggi per le persone che lavorano in azienda, ma ci pone davanti a una nuova sfida: potenziare la comunicazione all’interno dei team di lavoro.

Questa tematica è un argomento essenziale per coadiuvare le attività e facilitare sinergie tra le persone, nonché risultati e benessere per l'intero gruppo.

La comunicazione di squadra dovrebbe svilupparsi su diversi livelli, i più importanti sono tre:

  1. la comunicazione focalizzata sulle decisioni;
  2. la comunicazione per il coordinamento tra i membri e i progetti;
  3. la comunicazione motivazionale per rafforzare il gioco di squadra e il contributo del singolo.

Quali potrebbero essere le cause di una possibile carenza comunicativa?

Tenere insieme i tre livelli comunicativi è difficile, prima di tutto per un fatto culturale: è un’esigenza nuova, il modello ibrido lascia prevalere, soprattutto nella fase online, lo stile di comunicazione appreso dalle persone usando i social, un modello per buona parte auto alimentato dalla prassi prevalente di questo media. Questa combinazione può generare alcuni deficit nella comunicazione di team. Ad esempio, si possono trasmettere messaggi poco esaustivi o non essere in grado di fare un briefing strategico. È quindi importante favorire lo sviluppo di competenze comunicative per poterle utilizzare in modo efficace perché la mancanza di una comunicazione di team adeguata influisce negativamente sui risultati e sul benessere di tutti i membri.

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Come l’era post digitale sta influenzando la comunicazione di team?

Il passaggio alla comunicazione online tra i membri del team ha cambiato alcune regole del gioco. Da un lato, questo cambiamento apre nuove opportunità di collaborazione che prima non erano possibili, ma dall'altro pone una sfida seria e non facile per i team, quella di riconoscersi nei valori dell’organizzazione, sentirsi squadra e collaborare anche senza vedersi e condividere lo stesso spazio fisico.

Come accennato sopra, esiste inoltre un elemento che va tenuto in conto: anni di utilizzo dei social con stili e modi spesso assunti dalla pratica che possono influenzare negativamente la comunicazione di team.

Una delle difficoltà più concrete in una situazione ibrida è quando si lavora online. Quando ci si trova faccia a faccia con un'altra persona, si può capire se è a suo agio o meno in base al suo linguaggio del corpo e alle sue espressioni facciali. Quando si è online, invece, è molto più difficile capire se qualcuno è a suo agio o meno con quello che sta facendo.

Questo può essere particolarmente impegnativo quando si cerca di collaborare a qualcosa di delicato come la pianificazione di un progetto strategico o la gestione di una crisi, dove la fiducia e la collaborazione sono elementi essenziali per creare un piano efficace.

Tre passaggi fondamentali per migliorare l'interconnessione del team che valgono anche in era post digitale:

  • Chiarire la visione e la missione del team:

Ogni team è guidato da una missione e da valori specifici, che possono essere più o meno espliciti. Tuttavia, non sempre tutti i membri hanno una chiara comprensione di tali elementi, il che ostacola una conoscenza approfondita degli obiettivi del proprio ruolo. È essenziale chiarire la visione e la missione del team in modo che ogni membro abbia una chiara direzione e sia in grado di contribuire in modo significativo e soddisfacente per l’individuo al raggiungimento degli obiettivi comuni.

  • Migliorare i rapporti tra colleghi:

Nonostante sia importante facilitare la vita privata per equilibrarla con quella professionale, migliorare le relazioni tra colleghi, rendendo quanto più evidente e possibile i relativi punti di forza, produce numerosi benefici. Una buona relazione tra i membri del team aumenta il grado di soddisfazione sul lavoro, migliora l'ambiente e favorisce una comunicazione interna più chiara ed efficace.

  • Implementare strategie di comunicazione efficaci:

Una volta chiarita la visione e “migliorati” i rapporti tra i colleghi, è essenziale implementare strategie di comunicazione efficaci. Ciò può essere ottenuto attraverso diverse azioni:

  • Utilizzo di strumenti tecnologici: sfruttare le tecnologie disponibili per facilitare la comunicazione e la condivisione di informazioni. Esistono numerose piattaforme e software che consentono una collaborazione efficiente, come le applicazioni di messaggistica istantanea, le piattaforme di project management e i software di videoconferenza. L'utilizzo di tali strumenti favorisce una comunicazione costante e immediata tra i membri del team, indipendentemente dalla loro posizione geografica.
  • Promuovere la trasparenza: creare un ambiente lavorativo in cui sia possibile condividere apertamente informazioni, opinioni e feedback. La trasparenza permette ai membri del team di avere una visione chiara delle attività e degli obiettivi, riducendo la possibilità di fraintendimenti e migliorando la collaborazione.
  • Organizzare riunioni efficaci: le riunioni rappresentano un momento importante per la comunicazione di team, ma spesso possono diventare inefficaci e disorganizzate. È fondamentale pianificare le riunioni in modo attento, stabilendo un ordine del giorno chiaro e coinvolgendo solo i membri del team necessari. Durante le riunioni, è importante favorire la partecipazione attiva di tutti i membri, ascoltando le loro opinioni e prendendo decisioni condivise.
  • Promuovere la comunicazione informale: oltre alle comunicazioni formali, è importante favorire la comunicazione informale tra i membri del team. Ciò può avvenire attraverso momenti di socializzazione, come pause caffè in virtuali, pranzi in presenza o chat informali, che permettono di creare un senso di appartenenza e condivisione tra i membri del team.
  • Valutare e adattare le strategie: è fondamentale valutare l'efficacia delle strategie di comunicazione implementate e adattarle, se necessario. Monitorare costantemente la comunicazione di team, raccogliere feedback dai membri e apportare eventuali modifiche consente di ottimizzare il processo comunicativo nel tempo.

In conclusione, la comunicazione di team è un elemento chiave per il successo di un gruppo di lavoro. Attraverso la chiarezza della visione e della missione, il miglioramento delle relazioni tra colleghi e l'implementazione di strategie di comunicazione efficaci, è possibile creare un ambiente di lavoro collaborativo e produttivo in un’epoca post- digitale .


genx futuro armandobarone

La Generazione X il ponte verso il futuro

Ogni generazione possiede caratteristiche, esperienze e influenze uniche che la definiscono. Le dinamiche intergenerazionali sono complesse e vanno oltre il semplice passaggio di conoscenze e tendenze, coinvolgendo fattori sociali, culturali ed economici.

Per definire una generazione, è fondamentale che un gruppo di individui nati nello stesso periodo abbia condiviso esperienze durante eventi di grande rilevanza. Questi eventi plasmano un sistema di valori comune e una prospettiva condivisa riguardo al futuro.

Le generazioni Baby Boomer, Generazione X, Millennials e Generazione Z comprendono le persone nate dal 1944 al 2015. In questo articolo, ci concentriamo sulla Generazione X e il ruolo dei comunicatori. La Generazione X è vissuta tra il 1966 e il 1982, un periodo in cui l'Italia ha subito trasformazioni sociali, culturali, economiche e politiche significative. Il termine "Generazione X" è stato coniato da Douglas Coupland nel romanzo "Generation X: Tales for an Accelerated Culture".

I comunicatori della Generazione X hanno svolto un ruolo di transizione tra i media tradizionali e i nuovi media. Hanno influenzato le generazioni successive con il loro stile e la loro visione. Hanno vissuto numerosi cambiamenti tecnologici nella comunicazione, dall'avvento dei personal computer e di Internet, all'utilizzo delle email come strumento di comunicazione interprofessionale, all'introduzione dei telefoni cellulari e degli smartphone, allo smart working, all'ascesa dei social media e all'economia delle app. Hanno sperimentato la transizione verso una società post-digitale.

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La Generazione X è stata un motore di cambiamento, simbolo della capacità di adattarsi e abbracciare le sfide e le opportunità offerte dai nuovi media. Hanno affrontato cambiamenti rapidi e profonde innovazioni che hanno migliorato notevolmente la qualità e lo scenario della comunicazione nel nostro Paese e nel mondo.

La visione strategica dei comunicatori della Generazione X può essere estremamente preziosa per le organizzazioni e la società nel suo complesso. Posseggono la capacità di identificare opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dalla transizione digitale e di pianificare strategie per sfruttarle al meglio. Ciò può portare a una maggiore efficienza e competitività per l'intero ecosistema.

Inoltre, la Generazione X gioca un ruolo significativo almeno su tre grandi temi:

  • il primo è legato alla stabilità e alla continuità aziendale, in un momento di elevato turn over e di grandi dimissioni.
    Infatti, Il 44% della Gen Z e il 38% dei Millennial sono disposti a cambiare lavoro per poter vivere in una diversa località, mentre solo il 27% della Gen X sarebbe disposto;
  • il secondo è un tema di connessione intergenerazionale sui temi legati al  purpose. Ad esempio, rispetto alla a fluidità di genere la Gen X si pone da collante tra i Baby Boomer e le generazioni successive. La fluidità è un tema fondamentale per il 34% della Generazione Z e per il 31% dei Millennial ma solo il 12% dei Baby Boomer da rilievo a questo tema. La Generazione X con il proprio 24% si pone da ponte culturale, mediando gli angoli provenienti dalle differenti generazioni;
  • il terzo riguarda le competenze, la Gen X è quella che più di tutte può trasferire abilità strategiche all'interno delle aziende, dal momento che per abbracciare il nuovo creando valore bisogna avere basi solide – si pensi ad esempio ai temi legati alle fake news .

In conclusione, la Generazione X rappresenta una forza in costante evoluzione e orientata verso il futuro. I comunicatori appartenenti a questa generazione sono testimoni preziosi e narratori di una trasformazione epocale che accelera ogni giorno, portando verso un futuro post-digitale.


genZ educazione finanziaria

Come sensibilizzare la Generazione Z all'educazione finanziaria

L’educazione dei nostri ragazzi non è meno importante dei grandi topic sul cambiamento: sostenibilità, transizione digitale e inclusione delle diversità. In un Paese come l'Italia, con un tasso demografico negativo e una popolazione sempre più anziana, il risparmio diventa un tema cruciale per le giovani generazioni. La Gen Z, che dovrà affrontare una vecchiaia in un contesto socio-economico più incerto rispetto a quello delle generazioni precedenti, avrà bisogno di risparmiare per garantirsi un tenore di vita adeguato. Molto interessante il focus de Il Sole 24 Plus di sabato 29 aprile dove è stata sollevata la questione del risparmio per i giovani, e in particolare per la GenZ, sottolineando l'importanza di sensibilizzare i nostri ragazzi a una cultura finanziaria sana.

Diverse ricerche di psicologia hanno dimostrato che già dai 5-6 anni si può cominciare a parlare di risparmio, anche perché questo concetto può essere legato non solo al denaro ma anche ad altre risorse finite come l’acqua, le piante e le fonti energetiche. Il futuro di ogni individuo su questa terra inevitabilmente passa attraverso la sua capacità di sostenersi finanziariamente. Allora, se è vero che l’appetito vien mangiando iniziare a consegnare alle persone sin dalla giovane età un po' di educazione finanziaria permetterà non solo di proteggere i loro futuri interessi ma di contribuire anche a plasmare un mondo migliore per tutti noi.

È nel compiere quest’importante opera educativa che tutto l’ecosistema dovrebbe esserne coinvolto: mondo finanziario, Istituzioni ma anche i brand che nell’era del purpose svolgono un importante ruolo.

A proposito di brand e del ruolo educativo in ambito finanziario, una recente survey di Ogilvy & Trend Media, ha rilevato che il 79% della Gen Z vorrebbe vedere i brand offrire maggiori opportunità di formazione, educazione e corsi di finanza personale attraverso i loro programmi di appartenenza o di fedeltà.

La cultura finanziaria risulta essere molto scarsa tra i consumatori della generazione Z. Il 79% dei consumatori di questa generazione e il 34% dei millennials considerano le finanze come la principale fonte di stress, e molti della generazione Z si sentono in colpa o pentiti per le spese effettuate, sensazioni che sono amplificate dalla natura impulsiva del commercio in-app. Inoltre, a causa del difficile clima economico attuale, i consumatori della generazione Z e dei millennials ritengono che la gestione delle finanze personali e l'economia domestica debbano essere le principali priorità dei programmi di studio delle scuole superiori.

Questo scenario meriterebbe una strategia di crescita sostenibile che possa guadagnare la fiducia delle Gen Z. Questo si potrebbe ottenere attraverso l'utilizzo di strumenti, prodotti e campagne che soddisfino il loro bisogno di sicurezza finanziaria.

genZ educazione finanziaria

Presidiare e guidare con l’educazione finanziaria rivolta ai giovani non solo è importante da un punto di vista etico ma probabilmente è quello che si aspettano da noi comunicatori i nostri ragazzi e le loro famiglie. Può essere particolarmente efficace aiutare le giovani generazioni con la comunicazione ad acquisire le conoscenze, le competenze e le abilità di cui hanno bisogno per avere un rapporto sano con il denaro.

Proprio i nostri ragazzi, nativi digitali sono più esposti a fake news e a flussi di notizie convogliate da fonti diverse, certamente non tutte affidabili. Per controbattere alle notizie false, spesso celate all’interno di canzoni trapper o tra i social media, è fondamentale una contro comunicazione Istituzionale trasparente, propositiva, risolutiva e soprattutto costruttiva. L'influenza dei social media e dei testi di musica trapper, che spesso promuovono uno stile di vita basato sul consumismo e sulle spese eccessive, può portare i giovani a pensare che il denaro sia un fine in sé, invece che uno strumento per raggiungere obiettivi concreti.

Per affrontare questo problema, è necessario aumentare la formazione finanziaria a tutti i livelli e sensibilizzare i giovani sulla necessità di imparare a gestire il proprio denaro in modo responsabile. È importante promuovere una cultura finanziaria positiva, che valorizzi la responsabilità, la pianificazione e la gestione oculata del denaro. Inoltre, è importante utilizzare i media e i canali di comunicazione, ciò può includere la produzione di contenuti educativi sui social media, la creazione di app per l'educazione finanziaria, e l'organizzazione di eventi e workshop sulla finanza personale.

Poi c’è anche un tema di una cultura finanziaria che è cambiata rispetto al passato, ed è importante che i giovani di oggi conoscano i principi anche della finanza etica e siano consapevoli delle opportunità che questa offre. Ciò può aiutarli a sviluppare un approccio più consapevole alla gestione del denaro e ad adottare comportamenti finanziari responsabili. Inoltre, può anche offrire ai giovani opportunità di lavoro e di carriera, in settori come l'imprenditoria sociale.

Interessante è la case study di 'From Pinning to Planning', una campagna congiunta di Pinterest e del fornitore di servizi finanziari Northwestern Mutual, che mira a dare potere agli utenti dei social media per realizzare le loro ambizioni di vita. Dopo aver risposto a un quiz basato sulla personalità, gli utenti di Pinterest vengono designati con una delle otto personalità (che vanno dalla sposa alla moda alla restauratrice creativa), con Northwestern Mutual che fornisce quindi consigli passo-passo per raggiungere i loro obiettivi. Attraverso la campagna, lanciata nel marzo 2023, i due partner sperano di demistificare la pianificazione finanziaria per i consumatori della generazione Z - il gruppo demografico in più rapida crescita su Pinterest.

Un ruolo importante nell’educazione dei giovani lo avrà anche l’intelligenza artificiale; infatti, le applicazioni finanziarie alimentate da AI stanno svolgendo un ruolo significativo nell'evoluzione del settore finanziario, migliorando il servizio ai clienti, ottimizzando i costi e offrendo nuovi prodotti di valore. L'AI sarà il principale modo di comunicazione tra la Generazione Z e le istituzioni finanziarie, e includerà tutto, dai chatbot alla rilevazione delle frodi all'automazione delle attività.

In conclusione, la distorsione del linguaggio finanziario che spesso si riscontra può avere conseguenze negative sulla cultura finanziaria dei giovani. L'importante è aumentare la formazione finanziaria e consegnare una comunicazione positiva, che valorizzi la responsabilità e la gestione oculata del denaro, aiutando così i nostri ragazzi a prendere decisioni finanziarie intelligenti e raggiungere i loro obiettivi nella vita.

Happy Innovating!


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Formazione nell’era post-digitale: prepariamoci al futuro

Non è un segreto che il mondo stia cambiando più velocemente che mai e continuerà a farlo in questi anni.

Un grande trasformatore che ci prepara a un futuro diverso e imminente ci permetterà di contare su cittadini dotati di talento e sul desiderio di inventare il futuro.

L’era post digitale che è arrivata ha scatenato un’ondata di cambiamenti tecnologici, economici e sociologici non meno imponenti di quelli che nel ventesimo secolo hanno scosso il mondo.

Lo status quo finora costituito è in possesso di nuove potenzialità finora inimmaginabili.

È prevedibile pensare d’altro canto che la società post digitale se non viene accompagnata dalla crescita dell’economia con nuove competenze sarà assediata da crescenti disuguaglianze e perturbazioni occupazionali indesiderate.

L’innovazione porta sempre con sé prosperità ma anche pericoli qualora non ci si prepari al cambiamento.

Per capire dove è diretta l’innovazione è necessario guidarla, non procede da sola, non ha un pilota automatico. Richiede un impegno costante e continuativo nel processo.

Per guidare l’innovazione dobbiamo preparare nuove competenze, istruire i nostri ragazzi, rafforzare il sistema scuola.

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Quasi tutti i settori toccati dal PNRR che non riescono a spendere i fondi per carenza di risorse umane, mi fa pensare a quanto sia importante la gestione del capitale umano con una visione di lungo periodo e con alla base una logica di apprendimento continuo. Non possiamo permetterci proprio ora di svalorizzare il capitale umano, anche in reazione ai periodi di crisi. E’ sempre più evidente che bisogna 'approfittare' dei cicli economici negativi per 'aumentare' le capacità delle persone e consentire loro non solo di rientrare nel mercato del lavoro ma di rientrarvi creando maggiore valore aggiunto.

La società post-digitale sarà sempre più guidata dall'uomo.

Quindi:

  • Le scuole e le università devono comprendere l'importanza di fornire una formazione in settori quali l'intelligenza artificiale, la robotica e la scienza dei dati.
  • La pubblica amministrazione deve essere più ricettiva al cambiamento e identificare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e innovazioni.
  • Le organizzazioni private devono tenere conto del fatto che i cambiamenti sono inevitabili e trovare il modo di adattare il proprio modello di business per rimanere competitive.

Con le industrie del futuro, le nuove prospettive di opportunità per il Paese e per gli individui si baseranno su competenze digitali.

Per capire cosa sono le competenze digitali nel macrosistema e in relazione alle industrie del futuro si consideri la seguente domanda:

Perché una percentuale incredibilmente alta di aziende viene ancora dalla Silicon Valley quando in tutto il mondo si fanno massicci investimenti per entrare in concorrenza?

Tra i molteplici fattori quello legato alle competenze appare ancora tra i più importanti.

Da oltre vent’anni le migliori menti del digitale hanno stabilito la loro base nella Silicon Valley creando una vera e propria cultura della tecnologia in quel territorio. La Silicon Valley ha finito per diventare, grazie allo sviluppo delle competenze tecnologiche, non semplicemente un centro industriale, ma un faro, che offre opportunità, senso di appartenenza e che ancora oggi continua ad attirare ondate di ambiziosi imprenditori.

Il legame tra scuola, nuove competenze e distribuzione geografica focalizzato sul capitale umano rappresenta uno schema di grande opportunità per il nostro Paese, territorio fatto di molteplici eccellenze produttive ma che ancora soffrono di “nanismo” industriale che potrebbe essere superato abbracciando le opportunità della società post digitale.

Contribuire a ribadire l’importanza dell’evoluzione delle competenze, affrontando i temi spinosi e da risolvere legati all’etica credo rappresenti il più importante contributo che i professionisti della comunicazione possono offrire per la creazione di una società post digitale sostenibile.


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Comunicare per comprendere il Valore del Cambiamento

A parte essere molto orgoglioso di ricevere questo premio, voglio condividere con voi una riflessione che mi accompagna quotidianamente: come deve evolvere la strategia di comunicazione in un’epoca di accelerazione esponenziale delle tecnologie, quando l’oggetto del messaggio è la tecnologia stessa?

Penso che la strategia di comunicazione debba mirare ad aiutare le organizzazioni e le persone nel comprendere il valore del cambiamento attraverso la sperimentazione del beneficio che l’adozione delle nuove tecnologie può fornire, vantaggi spesso difficilmente immaginabili.

L’esperienza permette alla comunicazione di passare dallo storytelling allo storydoing e quindi di abilitare un racconto in grado di stimolare le corde della soddisfazione del bisogno delle organizzazioni e delle persone.

Così è stato per i media coinvolti nella Tech Vision 2022, intervenuti a toccare con mano l’impatto del Metaverso sulla vita quotidiana e su un settore specifico, quello dell’editoria abilitando successivamente il racconto.

Comunicare l'innovazione in maniera “POP” significa rendere accessibili e comprensibili le nuove tecnologie per un pubblico vasto. Grazie al suo linguaggio diretto, e ai suoi contenuti coinvolgenti e pratici, questo approccio incoraggia l'accettazione del cambiamento.

Negli ultimi anni si è assistito ad un'accelerazione senza precedenti nella storia. La fase di maturazione contemporanea di nuove tecnologie convergenti come il cloud, l'intelligenza artificiale, l'internet delle cose, la blockchain, la realtà virtuale e aumentata, e tanti altri, ha avviato ad una rapida trasformazione di molte industrie e settori, generando nuove opportunità ma anche nuove sfide e problemi da affrontare.

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È umano che in questa fase prevalga un sentimento bivalente di odio-amore nei confronti del cambiamento. Per questo ritengo che contribuire ad una consapevolezza diffusa sia non solo utile ma doveroso.

Nel passato la distanza temporale tra una rivoluzione tecnologica e l'altra era generalmente molto più dilatata rispetto ai giorni nostri. Ad esempio, la rivoluzione industriale del XVIII e XIX secolo ha portato a grandi cambiamenti nel modo in cui le merci venivano prodotte, trasportate e distribuite, e ha rappresentato una trasformazione radicale per molte società dell'epoca. Tuttavia, la rivoluzione tecnologica successiva, cioè l'introduzione del telefono, dell'automobile e dell'elettricità, non si è verificata fino al XX secolo.

Al contrario, negli ultimi decenni abbiamo assistito a una rapida accelerazione del cambiamento tecnologico, che ha portato all'introduzione di nuove tecnologie e innovazioni a ritmo sempre più sostenuto. Ad esempio, l'avvento di internet ha avuto un impatto significativo sulla società e sull'economia in generale, e la sua evoluzione ha portato velocemente all'introduzione di successive e nuove tecnologie come i dispositivi mobili, la cloud computing, i social network, l'intelligenza artificiale e la blockchain. Adesso stiamo vivendo l’avvio della società post – digitale.

Se rifletto sulla mia generazione, quella dei comunicatori nati negli anni settanta, è stata la prima a vivere completamente immersa nella transizione tra l’era analogica e quella digitale e a sperimentare l'accelerazione tecnologica in prima persona. A partire dagli anni '80, con l'introduzione dei primi personal computer, si è assistito ad una rapida evoluzione della tecnologia, che ha rivoluzionato il modo in cui le persone lavorano, comunicano e si divertono.

La generazione degli anni '70 ha dovuto imparare ad adattarsi a questa nuova realtà ed ha il bagaglio necessario per affrontare la comunicazione dell’era post-digitale.

La comunicazione per generare impatto deve interiorizzare la capacità di ruotare dinamicamente verso il nuovo per personalizzare le progettualità e mantenere l'attenzione del pubblico. A mio parere gli asset di questa strategia sono:

Utilizzo di nuovi canali di comunicazione: sperimentare i nuovi canali di comunicazione, come metatarso, realtà aumentata, social media, podcast, video e piattaforme di messaggistica istantanea, permette di raggiungere i pubblici che si informano in maniera sempre più frammentata.

Ricerca delle ultime tendenze: monitorare le tendenze emergenti nel settore della comunicazione, sia in termini di contenuti che di strumenti e tecnologie, consente di essere sempre all'avanguardia e di avviare sperimentazioni sostenibili e misurabili.

Raccolta e analisi dei dati: utilizzare dati e analisi per comprendere meglio il comportamento del pubblico e le sue preferenze consente una comunicazione più rilevante e coinvolgente per ciascun individuo.

Storytelling esperienziale ovvero storydoing: sperimentare nuovi modi di raccontare e presentare informazioni può aiutare a mantenere il pubblico interessato e ad attirare l'attenzione su temi importanti. Ad esempio, si può utilizzare la realtà virtuale o aumentata per creare esperienze immersive. Fare toccare con mano l’innovazione nell’epoca post-digitale è un modo potentissimo per ridurre le resistenze e fare emergere i benefici.

Ascolto adattivo: una competenza che considero di crescente rilevanza è la capacità di adattamento del proprio stile di ascolto alle diverse situazioni e alle esigenze del comunicatore. Questa abilità consente di comprendere meglio il messaggio dell'interlocutore, elaborarlo rispetto al contesto attuale e di rispondere in modo appropriato.

Collaborazione e co-creazione: coinvolgere i pubblici nel processo di creazione dei progetti può portare a una comunicazione più personalizzata e coinvolgente. La co-creazione permette di sviluppare contenuti che rispecchino le esigenze e le preferenze del pubblico.

Formazione continua: investire nella formazione e nello sviluppo delle proprie competenze consente di essere pronti a cogliere le nuove opportunità che si presentano e di rimanere rilevanti presso gli stakeholder.

Team: un team con una forte leadership individuale e competente fa la differenza nel realizzare la strategia di comunicazione in modo più efficace ed efficiente. Questo contribuisce a migliorare la qualità e la rilevanza della comunicazione.

In conclusione, il riconoscimento Forbes Top Quality ha premiato non solo me e il mio team ma l'importanza della comunicazione nell'era post- digitale, un elemento strategico per contribuire al coinvolgimento dei pubblici nell’accogliere il cambiamento focalizzandosi sui vantaggi che l’innovazione può fornire e consentire ai leader di affrontare e risolvere i nodi che il cambiamento pone sulla base di un consenso diffuso.

 


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La "nuova scuola" e la sfida del Cambiamento

Il settore della scuola deve adattarsi ai continui cambiamenti. Negli ultimi cento anni la scuola e l'istruzione italiana hanno visto una rapida evoluzione.  Da singole scuole a reti estese, da una lingua a più lingue, dall'istruzione obbligatoria alla libera scelta delle scuole, da aule isolate ad ambienti di apprendimento basati sulla tecnologia, da un insegnamento incentrato sull'insegnante a un apprendimento incentrato sullo studente, da risultati rigidi all'acquisizione di conoscenze basate su approcci di apprendimento attivo.

Quindi, la scuola deve continuare il proprio processo di adattamento facendo anch'essa i conti con un fenomeno mai visto nella storia: l'accelerazione esponenziale delle tecnologie disponibili. Un fenomeno che genera almeno 3 sfide contemporanee: la necessità di rivedere i percorsi formativi per orientare e formare i giovani su skill totalmente nuovi; aggiornare le modalità di erogazione del sapere; rivedere l'apparato burocratico per andare incontro ad un cliente/studente nativo digitale. Il tutto ad una velocità compressa, a cui la PA ma non solo, non è abituata.

La "nuova scuola" dovrà seminare un germoglio del tutto nuovo: l'apprendimento costante. La società accelerata dalle tecnologie deve essere orientata al cambiamento costante e quindi alla necessità di aggiornare in maniera dinamica le proprie competenze. Bisogna inquadrare questa come una sfida prioritaria e da vincere. L'Italia è un Paese con un tasso demografico decrescente ed un livello di capitale umano istruito in calo. Al contrario il mondo sta orientando sempre di più la competizione sul sapere, con i grandi player demografici che stanno sempre più proponendosi come riserva di talenti per il mondo occidentale. In un altro articolo abbiamo visto come l'India stia investendo e guadagnando spazio.

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La tendenza va quindi velocemente invertita facendo leva sulle tante eccellenze distribuite sul territorio che devono adesso contribuire a creare un sistema pubblico/privato che sappia generare valore su numeri decisamente più grandi.

Sembra andare in questa direzione il Programma Scuola e Competenze. Finanziamenti ingenti, risorse di fondi europei che si affiancano al PNRR e lo potenziano, un grande salto in avanti per tutto l'ecosistema educativo.

Quasi 3,8 miliardi di euro, uno stanziamento record, una parte importante destinata al rafforzamento delle competenze della comunità scolastica e alla lotta alla dispersione e un'altra interessa invece il finanziamento delle infrastrutture (laboratori, mense e palestre, dispositivi per la didattica).

Tra le principali azioni previste c'è il potenziamento delle competenze di base e delle discipline STEM, la lotta alla povertà infantile, l'inclusione e il contrasto alla dispersione scolastica.

Nei prossimi anni si attueranno azioni per sostenere i bambini e i giovani nell'apprendimento e questo sarà portatore di entusiasmo, fiducia e ambizione. Ciò comprenderà il sostegno allo sviluppo delle competenze di base e delle discipline STEM nella scuola primaria e il contributo alla lotta contro la povertà infantile, alla lotta contro l'abbandono scolastico e all'inclusione.

Sembra quindi che ci stiamo mettendo finalmente alle spalle un lungo periodo di disinvestimenti nella scuola, sicuramente uno dei fattori chiave per spiegare le difficoltà di un paese in difficoltà da troppi anni.


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Lo sport, opportunità di crescita personale e professionale che vale oro

Lo sport è un'attività che va ben oltre il puro divertimento e l'agonismo: rappresenta una fonte di formazione per i giovani, un'opportunità di crescita personale e un'importante industria a livello globale. 

Investire in uno sportivo può infatti rappresentare un'opportunità di ritorni tangibili, non solo in termini di successo atletico, ma anche di sviluppo personale e professionale. È uno strumento potentissimo di individuazione e sviluppo del talento.

Lo sport, infatti, aiuta a definire una serie di competenze e attitudini differenzianti. Alcune di queste includono l'autodisciplina, la capacità di lavorare in team, l’individuazione delle priorità, la determinazione e la capacità di gestire lo stress. Cosa non di poco conto in periodi di burnout.

Inoltre, lo sport genera entrate ragguardevoli. Infatti, la filiera del sistema sportivo è molto lunga e complessa e coinvolge molti. È un'industria che copre un variegato numero di attività e servizi strettamente interconnesse che dipendono l'una dall'altra.

Un vero e proprio ecosistema!

Guardando ai diversi modelli sportivi dei Paesi europei, possiamo notare che ci sono differenze significative nella valorizzazione degli atleti.

Il modello americano appare senz’altro il riferimento, anche dall’alto del primato di ben 1.133 medaglie vinte negli ultimi 20 anni alle Olimpiadi. 

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Negli Stati Uniti, lo sport è parte integrante del modello educativo e molti giovani atleti seguono un percorso di sviluppo che prevede la combinazione tra attività sportiva e studi accademici. Le Università americane investono in modo significativo nello sport e offrono ai loro studenti-atleti opportunità di sviluppo sia accademico che sportivo.  

In questo modo, i giovani che intraprendono un tale percorso, hanno la possibilità di sviluppare le loro capacità sportive senza sacrificare gli studi, e allo stesso tempo acquisiscono competenze che possono essere utili nella vita professionale. Secondo i dati più recenti della NCAA (National Collegiate Athletic Association) il 90% degli atleti universitari a tempo pieno che hanno iniziato il college nel 2014 è riuscito a laurearsi entro sei anni. Ciò dimostra come lo sport possa essere un’importante fonte di formazione per i giovani, e come investire in un futuro sportivo possa rappresentare un’opportunità di ritorni tangibili.

Non meraviglia che gli atleti americani sappiano distinguersi anche nelle attività imprenditoriali: Michael Jordan, laureato in geografia all’University North Caroline, ha un capitale stimato da Forbes di 2.1 miliardi di dollari. Cifra mostruosa accumulata attraverso le molteplici attività commerciali del cestista. LeBron James, che ha preferito fermarsi al diploma, ha investimento con successo in diversi settori raggiungendo in questo modo un capitale di 500 milioni di dollari.

Il sistema americano sembra inequivocabilmente indicare che la combinazione sport-formazione crea ricchezza per il Paese.

L'Italia, con un deficit di capitale umano sempre più allarmante, potrebbe guardare allo sport da questo punto di vista? Le Olimpiadi del 2026 a Milano e Cortina potrebbero dare lo start ad un nuovo corso?

L’evento sarà un’occasione unica per il nostro Paese di creare crescita sostenibile, valorizzando i nostri talenti attraverso il sistema sportivo investendo, quindi, in persone e non solo in infrastrutture e servizi.

In conclusione, lo sport è una grande opportunità per far crescere i nostri ragazzi, per creare valori solidi e aumentare la ricchezza del Paese. 


Armando Barone

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