L’evoluzione della Super Potenza Culturale nell’era post digitale
L'Italia è custode di un patrimonio culturale immenso che non è ancora riuscito a manifestare completamente il suo potenziale in termini economici e di incremento del benessere della società nel suo insieme. L’era post digitale offre l’opportunità di agire per valorizzare ulteriormente le ricchezze culturali del nostro Paese, per chi aspira a rivitalizzare l’economia italiana, “rammendare” il tessuto sociale e rafforzare il nostro prestigio a livello mondiale.
Un obiettivo che necessita di una forte discontinuità per progredire in un contesto macroeconomico e geopolitico fluido.
Il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha coniato una definizione straordinaria per la nostra amata Italia: "superpotenza culturale". Queste parole riflettono in modo perfetto la ricchezza inestimabile del nostro Paese in termini di patrimonio culturale e artistico e l’ambizione che deve muovere l’ecosistema per migliorarsi ulteriormente. Obiettivo utopico? Per nulla. Bisogna infatti rendersi conto che nessuna nazione ha asset comparabili a quelli dell’Italia che detiene il primato per il numero di siti inclusi nel Patrimonio mondiale UNESCO: sono ben 59 con la Spagna che si ferma a 49, la Francia a 51, la Germania 37 e Regno Unito 28.

Questi numeri rendono inoltre più semplice inquadrare l’importanza del risultato ottenuto dal Ministero nei confronti dell’UNESCO rispetto alla volontà di escludere Venezia dalla lista dei siti Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
Per valorizzare ulteriormente la ricchezza artistica, culturale e paesaggistica italiana è fondamentale costruire un forte immaginario per trasmettere la bellezza e la profondità della nostra cultura e sprigionare la potenza culturale della nostra unicità. Non è una missione impossibile perché il mondo desidera profondamente l’Italia.
Un esempio interessante in tal senso è l’introduzione del costo di ingresso al Pantheon a partire da luglio, una scelta strategica significativa
La cifra del biglietto è stata emessa più che accessibile a un prezzo di 5 euro.
Tuttavia, è interessante notare che questa iniziativa non solo ha contribuito alla conservazione del monumento, ma ha generato un effetto a scala molto interessante.
Nel mese di agosto, il Pantheon ha registrato una target eccezionale: oltre 200.000 visitatori, generando un incasso superiore al milione di euro.
Ma c'è un aspetto ancor più notevole in questa storia. Parte del ricavato è stato destinato a sostenere i meno fortunati di Roma, dimostrando la capacità di “rammendare” la comunità locale evidenziando quindi in maniera tangibile come la cultura possa rappresentare un ruolo motore per il benessere sociale.
L'altra parte delle risorse è stata investita nella tutela e nel miglioramento del Pantheon stesso, contribuendo a garantire la qualità dei servizi offerti ai visitatori. Questo approccio olistico alla gestione del patrimonio culturale conferma anche che le strategie dirompenti possono generare un impatto positivo su molteplici livelli. Immaginiamoci gli effetti che questo progetto potrebbe avere se portato a scala sull’intero territorio nazionale.
Un altro anello a diposizione della superpotenza culturale è la trasformazione digitale.
Il digitale non sostituisce la visita fisica ai musei e ai luoghi culturali, ma piuttosto la migliora. Durante la pandemia, il Ministero dei Beni Culturali ha emesso un appello ufficiale a tutti gli enti del patrimonio culturale per digitalizzare i loro contenuti. Questa iniziativa ha consentito l'accesso a un pubblico più ampio, compensando l'assenza causata dalle restrizioni sanitarie.
Il digitale sta rendendo la fruizione del patrimonio culturale non solo più agevole ma anche più coinvolgente e istruttiva. Le nuove tecnologie permettono di esplorare virtualmente i musei, le opere d'arte e i siti storici, offrendo esperienze immersive che arricchiscono la comprensione e l'apprezzamento del patrimonio italiano. Nel mondo che è entrato nell’era post-digitale investire nelle nuove tecnologie dovrebbe essere centrale a qualsiasi strategia.
Mens Sana in Brand Sano: alla Ricerca dell'equilibrio perfetto
Mentre scrivo questo articolo, su Netflix è in voga la serie “Zone Blu”, che ci trasporta in un viaggio intrigante alla scoperta dei segreti della longevità. Un prodotto mediatico che non solo intrattiene, ma sensibilizza, istruisce e ci guida a riflettere più profondamente sulla nostra salute e benessere, in un momento storico dove il tema del "corpo sano in mente sana" è più rilevante che mai.
In un periodo di profonda trasformazione la definizione di benessere è in continua evoluzione, ampliandosi per abbracciare non solo l’alimentazione e l’attività fisica, ma anche il sonno, la mindfulness e molto altro. Un cambiamento che richiede un’integrazione sempre più profonda del benessere in prodotti, servizi, esperienze e campagne di comunicazione.
Ci sarà pure un buon motivo se secondo una recente analisi della mia Accenture, nell'anno 2023, l'80% delle persone ha l'intenzione di mantenere o incrementare i loro investimenti in salute e fitness.
La comunicazione, in questo contesto, assume un ruolo centrale, diventando il veicolo attraverso il quale le aziende possono trasmettere agli stakeholder interni ed esterni valori di benessere e consapevolezza, promuovendo un approccio preventivo alla salute.

Inoltre, il dialogo aperto e senza pregiudizi sulla salute mentale, favorito anche dalla destigmatizzazione avvenuta durante i lockdown, ha pavimentato la strada a trattamenti e terapie innovative, nonché a una profonda revisione delle priorità personali e aziendali. Le imprese, quindi, non solo come fornitori di beni e servizi, ma come veri e propri facilitatori di benessere, hanno il compito di contribuire a nutrire questo interesse nascente, promuovendo iniziative che favoriscano un maggiore equilibrio tra mente e corpo.
L’impronta di cura che le organizzazioni possono lasciare nella società, emerge con forza in questo contesto, delineando un percorso di crescita che va oltre l’individuo per abbracciare il benessere collettivo. E in questo, la comunicazione empatica e etica, diventa un pilastro fondamentale, unendo gli individui in una rete di mutuo sostegno che promuove la crescita personale e collettiva.
Il cammino verso un mondo più sano e armonioso è intrapreso, e ognuno di noi, sostenuto da aziende sempre più sensibili e responsabili, ha il potere e gli strumenti per costruire una realtà dove il corpo sano e la mente sana non sono più un lontano ideale, ma un obiettivo raggiungibile, una prassi quotidiana che arricchisce la vita di ciascuno.
Si viene così a delineare un nuovo professionista, rigenerato e rinnovato, in un periodo di riflessione e ri-prioritizzazione, dove sta emergendo con forza l'immagine consapevole del valore intrinseco della salute fisica e mentale. Questo individuo moderno non è più disposto a sacrificare il proprio benessere, dando vita ad un nuovo ciclo nel rapporto tra vita privata e doveri, personali e professionali.
In questo scenario emergono progetti molto interessanti, ve ne segnalo un paio che rappresentano con molto pragmatismo, il ruolo che le organizzazioni possono avere.
Interessante l’innovazione presentata da una Compania assicurativa Belga, Helan in collaborazione con uno studio di design, per promuovere l'attività fisica e combattere la sarcopenia. La sarcopenia, ovvero la perdita muscolare legata all'età, inizia a manifestarsi attorno ai 30 anni, rendendo sempre più importante l'impegno in attività fisica per mantenere un buon stato di salute nel tempo. Nonostante ciò, molti adulti tendono a trascurare l'esercizio fisico, specialmente durante momenti di relax nei parchi giochi.
Il progetto si basa su una serie di panchine attive, progettate per stimolare gli adulti a mettere in movimento il proprio corpo mentre frequentano i parchi giochi con i loro figli. Il progetto ha preso vita lo scorso agosto, quando sono state installate le prime quattro panchine attive in un'area ricreativa di Ghent. A seguito del successo iniziale, altre sei città belghe hanno manifestato interesse nel progetto. L'innovativa iniziativa delle panchine attive si prefigge di incoraggiare gli adulti a rimanere attivi, anche nei momenti di relax nei parchi giochi. Promuovendo l'uso dei muscoli in modo ludico e integrato nell'arredamento urbano.
Un altro caso che segnalo è quello di Nestlé Mexico che ha dato vita a un connubio tra fisioterapia e arte culinaria, lanciando il progetto "Terapia de Cocina" (Terapia della Cucina) sulla piattaforma di ricette Recetas Nestlé. Questa iniziativa innovativa ha l'obiettivo di trasformare la cucina in un ambiente terapeutico per coloro che soffrono di sintomi dell'artrite.
Il progetto Terapia de Cocina fonde insieme tre componenti fondamentali: la maestria culinaria, le tecniche fisioterapiche e la consulenza nutrizionale. In questo modo, gli atti spontanei e i movimenti naturali tipici della preparazione dei cibi si uniscono armoniosamente ad esercizi consigliati da fisioterapisti, studiati appositamente per mitigare i dolori causati dall'artrite.
La forza del progetto risiede nel trasformare movimenti quotidiani, come quelli delle mani e dei polsi, così come le posture assunte durante la cottura, in veri e propri esercizi di fisioterapia. Questi non solo facilitano l'elaborazione di piatti deliziosi, ma diventano attività benefiche e terapeutiche, parte di un percorso di cura e benessere.
Infine, un nutrizionista gioca un ruolo chiave nel progetto, assicurando che gli ingredienti selezionati per ogni ricetta non solo concorrano a creare un piatto gustoso, ma possano anche contribuire a ridurre i sintomi dell'artrite, offrendo un duplice beneficio per chi segue il programma: nutrire il corpo e alleggerire il dolore, trasformando il momento della preparazione del cibo in un'opportunità di cura e benessere.
Happy Healthing!
Sviluppare l'Apprendimento Continuo per l'evoluzione professionale
Nel mondo in costante evoluzione del lavoro moderno, l'apprendimento continuo è diventato una componente cruciale per superare la complessità. Ma cosa distingue l'apprendimento continuo da un semplice aggiornamento tradizionale? Mentre l'aggiornamento tradizionale avviene in determinati momenti della vita di un professionista, come corsi universitari o formazioni top down, l'apprendimento continuo è una linea fluida in costante crescita. Non si tratta di acquisire nuove competenze solo in risposta a necessità specifiche, ma di adottare un mindset aperto e disposto all'apprendimento in ogni fase del proprio percorso professionale, tenendo conto delle differenze individuali e del contesto in cui operiamo. È la consapevolezza che l'apprendimento non si ferma mai e che l'adattamento proattivo è la chiave per affrontare sfide sempre nuove e inaspettate, inclusi momenti di turbolenza economica come le recessioni o i periodi di riorganizzazione aziendale.
Una delle chiavi per trasformare in risorsa l'apprendimento continuo è riconoscere i suoi vantaggi. Questo approccio offre diversi benefici:
Adattabilità: ci rende più adattabile ai cambiamenti e alle complessità nel nostro settore, compresi momenti di crisi, in cui la capacità di adattamento è essenziale, considerando le differenze individuali dei professionisti coinvolti. Possiamo affrontare nuove tecnologie, nuove tendenze e nuove sfide con maggiore sicurezza e competenza.
Maggiore Competitività: i professionisti che abbracciano l'apprendimento continuo sono spesso più competitivi sul mercato del lavoro, indipendentemente dalle circostanze economiche e dalle varie sfide aziendali. Le organizzazioni hanno bisogno di individui che dimostrino la volontà di accogliere il cambiamento come elemento per crescere e migliorare costantemente.
Aggiornamento delle Competenze: mantenere le nostre competenze aggiornate è essenziale. L'apprendimento continuo ci consente di farlo in modo graduale, evitando la necessità di riapprendere tutto in un'unica volta.

Espansione delle Conoscenze: oltre alle competenze specifiche possiamo espandere le nostre conoscenze in nuovi settori o argomenti di interesse, arricchendo così la nostra prospettiva professionale come comunicatori, indipendentemente dalla situazione economica e dalle differenze individuali che possiamo incontrare.
Come abbracciare l'Apprendimento Continuo? Possiamo seguire questi passi:
Definizione di Obiettivi Chiari: identificare cosa desideriamo imparare o migliorare e stabilire obiettivi chiari. Questo ci aiuterà a mantenere la nostra formazione mirata e motivante.
Sfruttare le Risorse Disponibili: come corsi online, webinar, libri, podcast e mentorship.
Esercitare la Curiosità: coltivare una mentalità curiosa e cercare di approfondire le nostre conoscenze su argomenti correlati alla nostra professione di comunicatori.
Mantenere un Piano di Studio: programmare del tempo regolare per l'apprendimento. Può essere una breve sessione giornaliera o un impegno più concentrato a intervalli regolari.
Ricordare l'Importanza dell'Errore: non temiamo gli errori. Sono un'opportunità di apprendimento preziosa. Impariamo da loro e continua a progredire.
Condividere Conoscenze: confrontarsi è un modo efficace per consolidare le nostre conoscenze e aiutare gli altri nello sviluppo delle proprie competenze.
Mantenere una Mentalità Aperta: essere aperti all'apprendimento da diverse fonti, inclusi colleghi, mentori e nuove esperienze.
In conclusione, l'apprendimento continuo appare come un imperativo in un mondo del lavoro in evoluzione in un contesto di cambiamenti macroeconomici repentini ed imprevedibili.
Happy Learning!
Il valore della reputazione nell'era post digitale
Nell'era dell'informazione e della globalizzazione, la reputazione ha assunto un ruolo centrale come mai prima d'ora. Viviamo in un mondo interconnesso, dove le informazioni viaggiano alla velocità della luce. In questo contesto il fattore reputazione va trattato come una priorità assoluta. Per i brand commerciali, se c'è solidità in questo senso può significare la differenza tra il successo di mercato e l'oblio.
Nel contesto geopolitico, la reputazione di un paese può influenzare aspetti determinanti: gli investimenti esteri, la diplomazia, le relazioni internazionali, il percepito degli individui. In entrambi i casi, è un fattore intimamente legato alla comunicazione: come un messaggio viene presentato, interpretato e condiviso può fare o disfare la reputazione di un'organizzazione.
Dando per scontato il ruolo centrale del contenuto, in questo articolo esplorerò l'importanza cruciale della reputazione nel mondo moderno, provando ad evidenziare come una comunicazione efficace sia fondamentale per costruire e mantenere questo bene apparentemente immateriale ma concreto e inestimabile.
Infatti, nella realtà pratica incide profondamente sulle dinamiche socio-economiche. Prendiamo, ad esempio, il caso delle imprese. Una reputazione forte è un motore che attira i talenti, alimenta la fiducia del cliente, agevola la differenziazione dal mercato, consente margini più elevati e di posizionarsi presso gli stakeholders con forza. Inoltre, consente all’organizzazione di gestire eventuali crisi di mercato facilitando l’accettazione da parte dei portatori di interesse (clienti, fornitori, dipendenti etc) delle azioni necessarie ad invertire la rotta e di gestire con maggiore efficace l’eventuale issue management.

Analogamente, la reputazione di un paese può avere un impatto diretto sul suo capitale, umano, sociale e economico. Può attrarre investimenti esteri, aumentare il valore del turismo e persino influenzare le relazioni diplomatiche, favorire lo scambio intellettuale e l’accesso ai talenti. Al contrario, se è negativa, può dissuadere investimenti, diminuire il valore del marchio nazionale e complicare le relazioni con altre nazioni, nonché favorire “la fuga dei cervelli”.
Inoltre, la reputazione non è qualcosa che può essere modificata da un giorno all'altro ma da un giorno all’altro può essere distrutta. Essa è il risultato di anni di decisioni, interazione e comunicazioni che si accumulano per creare un'immagine pubblica. È un puzzle complesso con un rischio “effetto domino” elevatissimo
La comunicazione in questo ha un ruolo fondamentale. Data la valutazione del contenuto della cui costruzione il comunicatore deve essere parte attiva e non meramente ricettiva/operativa, la definizione di un messaggio chiaro, rilevante e coerente è vitale. Quando un'organizzazione o un paese emette comunicati che sono ben articolati e allineati con i loro obiettivi e valori fondamentali, essi costruiscono un'immagine di affidabilità e competenza. Questa coerenza rassicura gli stakeholder, fornendo una base solida su cui costruire una relazione di fiducia. È la fiducia che, in ultima analisi, costituisce la spina dorsale della reputazione.
D'altro canto, la comunicazione può anche essere una spada a doppio taglio. Messaggi confusi, informazioni errate o dichiarazioni contraddittorie possono erodere rapidamente la fiducia e, di conseguenza, danneggiare la reputazione. In un'epoca in cui i social media possono amplificare sia i successi che gli errori, la mancanza di coerenza nella comunicazione può avere effetti estremamente negativi.
Voglio portare alla vostra attenzione due casi concreti di costruzione di una reputazione vincente: il Canada e la Svezia.
Il Canada è spesso raccontato come uno dei paesi migliori, noto per la sua qualità della vita, la sua politica di inclusione e la sua leadership in materia di diritti umani. Questa percezione attrae non solo turismo ma anche investimenti stranieri e capitale umano. Inoltre, la reputazione del Canada come paese "amico" e "affidabile" gli consente di avere un impatto diplomatico più che proporzionale rispetto alla sua dimensione o potenza militare. Il "marchio Canada" è così forte che si riflette positivamente anche sulle aziende e sui prodotti canadesi, che vengono vissuti come affidabili e di alta qualità.
La Svezia, d'altra parte, gode di una reputazione simile ma per ragioni leggermente diverse. È nota per il suo modello di welfare sociale, l'attenzione all'ambiente e la trasparenza governativa. Questo le permette di esercitare un'influenza a livello globale, spesso fungendo da esempio in discussioni su sostenibilità, diritti umani e democrazia. La Svezia è anche la patria di alcune delle aziende più rispettate al mondo che beneficiano enormemente della considerazione positiva del paese per quanto riguarda la qualità e l'innovazione.
In entrambi i casi, il percorso di reputazione è stato costruito attraverso una comunicazione efficace, rilevante e coerente.
In un mondo sempre più interconnesso e competitivo, questa variabile è un fattore distintivo che può fare la differenza.
Happy reputation!
La lotta alle fake news si vince con il giornalismo
Secondo un'analisi condotta da Reuters nel periodo tra gennaio e giugno 2022, sono state diffuse più di 100 mila notizie false. Analizzare un periodo più ampio risulta quasi impossibile a causa della enorme mole di dati, ma questo è sufficiente per dare un'idea del problema mondiale delle informazioni false, un tema molto importante in quanto influisce negativamente sulla qualità della democrazia.
Oltre a minacciare questo aspetto, le fake news sono anche una causa di disaffezione dei lettori nei confronti dell’informazione. Cito un dato, ancora una volta secondo Reuters: il 38% dei cittadini globali dichiara di evitare le notizie.
Il ruolo critico del giornalismo nella società
Questo contesto (ri)assegna al giornalismo un ruolo fondamentale per una società sana. Per questo, come ho approfondito in passato, è fondamentale che l’intero ecosistema si impegni affinché l’editoria veda riconosciuto il giusto compenso per l’uso dei contenuti giornalistici.
C'è poi un altro elemento su cui l'ecosistema deve agire. Si tratta della percezione nei confronti dei giornalisti, una categoria che è crollata nelle indagini sulla fiducia nella maggior parte dei paesi occidentali, compresa l'Italia (vedi lo studio del Pew Research Center ed Euronews, entrambi del 2022).
Questo è un dato che non dovrebbe sorprendere perché si inserisce in un tratto della società post-digitale riconoscibile nel crollo della fiducia dei cittadini in tutto ciò che viene vissuto come una "istituzione".

Credo però che gran parte di questo crollo sia dovuto a un problema di percezione alimentato dalla diffusione di pregiudizi che, nella mia esperienza, non sono mai stati confermati. La lotta contro le fake news, che si preannuncia di raggiungere un livello di sofisticazione senza precedenti attraverso l'adozione malevola di nuove tecnologie, non può che fare perno sui professionisti dell'informazione a cui la nostra costituzione riconosce un ruolo chiave.
È quindi nell'interesse collettivo che l'ecosistema dell'informazione riesca a mettere in moto un circolo virtuoso che possa premiare il giornalismo di qualità.
L'esempio dei paesi scandinavi
I paesi scandinavi sono un'eccezione al divario di fiducia nei confronti del giornalismo. La ricetta adottata in Finlandia, Norvegia e Svezia sembra avere alcuni elementi comuni che potrebbero non essere "naturalmente" associati al giornalismo. Infatti, mentre requisiti come la tradizione di libertà di stampa e la disponibilità di una vasta varietà di fonti d'informazione sono indicatori che penso la maggior parte delle persone avrebbe indicato, altri fattori decisivi che contribuiscono alla realizzazione di questa best practice potrebbero risultare sorprendenti.
Tra questi spiccano un sistema giudiziario ben funzionante, un'alta qualità dell'educazione giornalistica e un pubblico consapevole dell'importanza del giornalismo.
La lotta alle fake news è una battaglia che si può vincere solo attraverso il riconoscimento del ruolo strategico del giornalismo ma è altresì importante che ciascuno di noi sia consapevole del ruolo che possiamo giocare in questo scenario.
Solo attraverso un impegno collettivo possiamo vincere e preservare la qualità della democrazia informativa.
Il potere dell′Attenzione come nuovo KPI
Nel mondo post digitale di oggi, dove il sovraccarico di informazioni è la norma, catturare e mantenere l'attenzione è diventata un'abilità ambita. Poiché le aziende cercano di distinguersi in un mercato affollato, i tradizionali indicatori di prestazione (KPI) potrebbero non essere più sufficienti per misurare il successo. Ecco che avanza sempre di più il concetto di attenzione come nuovo KPI. Immaginate un mondo in cui le aziende misurano il loro impatto non solo in base ai clic o alle conversioni, ma in base al livello di coinvolgimento e di attenzione che generano.
In tal senso è molto interessante lo studio "Beyond Visual Attention" realizzato da Omnicom Media Group in collaborazione con Ainem (Associazione Italiana di Neuromarketing), Ipsos e Nielsen.
L'obiettivo dell’indagine è quello appunto di valutare l'attenzione delle persone ai messaggi pubblicitari analizzando una serie di fattori che possono influenzarlo. Emerge quindi che per attirare l'attenzione, anche l'ambiente in cui viene trasmesso il messaggio è importante tanto quanto l'aspetto visivo.
Ovvero il contesto in cui viene veicolato un messaggio pubblicitario può influenzare notevolmente l'attenzione che gli utenti gli dedicano. Ad esempio, i contenuti presenti sui siti di notizie sono in grado di catturare più attenzione rispetto ai messaggi pubblicitari. Ciò significa che gli editori hanno una grande opportunità di rendere più attraente il proprio spazio pubblicitario anche ai nuovi media.

Questa scoperta è particolarmente rilevante nel contesto attuale, in cui sempre più persone diversificano le fonti per rimanere informate. Gli editori possono sfruttare questa tendenza per aumentare il coinvolgimento verso i messaggi pubblicitari che vengono veicolati sulle loro piattaforme.
L'editoria è da tempo un settore iper competitivo, in cui gli editori sebbene abbiano avviato importanti progetti di diversificazione continuano a fare affidamento sulle entrate pubblicitarie. Tuttavia, il valore degli spazi pubblicitari è stato spesso determinato da parametri quali le visualizzazioni di pagina o le impressioni, che non riflettono necessariamente il valore reale dell'attenzione prestata agli annunci.
Grazie a questa nuova opportunità, gli editori possono ora valutare e monetizzare con precisione l'attenzione che ricevono i loro spazi pubblicitari. Riconoscendo l'importanza dell'attenzione, possono comprendere meglio il valore dei loro tabellari. Invece di misurare semplicemente il numero di “occhi” che vedono un annuncio, le metriche basate sull'attenzione tengono conto di fattori quali il coinvolgimento, il tempo trascorso e persino le reazioni emotive a un annuncio.
Ciò consente agli editori di fornire agli inserzionisti informazioni più accurate sull'impatto e l'efficacia delle loro campagne. Questa nuova opportunità non solo consente di valutare con maggiore precisione i propri spazi pubblicitari, ma apre anche nuove strade alla creatività e all'innovazione. Infatti, sperimentare formati e design diversi, studiati appositamente per catturare e mantenere l'attenzione, possono creare esperienze interattive e immersive che coinvolgono realmente il pubblico e massimizzano il valore dei loro spazi pubblicitari.
Inoltre, concentrandosi sulla metrica dell’attenzione, gli editori possono instaurare relazioni più forti con il loro pubblico. Questo aspetto unito alle enormi potenzialità della AI generativa consente di avvicinarsi molto al concetto di contenuto iper-rilevante per il lettore, ovvero un prodotto editoriale perfettamente allineato agli interessi e le preferenze dei lettori.
Il KPI attenzione diventa una metrica fondamentale per la sostenibilità dell’ecosistema e uno strumento fondamentale nel set del comunicatore che si appresta a realizzare e misurare una strategia di comunicazione.
In conclusione, è fondamentale considerare l'attenzione come una metrica chiave nella pianificazione e nell'implementazione di strategie di comunicazione. Gli editori, i brand e i comunicatori devono essere consapevoli dell'importanza di questo parametro per ottenere risultati efficaci ed avvicinarsi, con il supporto delle tecnologie, a modelli di iper personalizzazione del contenuto.
Industria delle notizie, tra sfide e nuove prospettive
L'industria delle notizie è in costante evoluzione, e le sfide legate alla compensazione equa per i giornalisti stanno diventando sempre più rilevanti in tutto il mondo.
Recentemente, il nuovo Online News Act (Bill C-18) in Canada ha suscitato reazioni da parte dei colossi tecnologici Google e Meta, che hanno annunciato di non condividere più i collegamenti alle notizie dei giornalisti canadesi sulle loro piattaforme.
Questa situazione richiama l'attenzione anche sulla situazione europea, dove si stanno affrontando questioni simili riguardanti la remunerazione dei giornalisti.
L'industria delle notizie in trasformazione
È indubbio che l'industria delle notizie si trovi ad attraversare una fase di trasformazione su scala globale.
Secondo il Digital News Report dell'Istituto Reuters, nel 2023 il 30% dei lettori di tutto il mondo preferisce ottenere le proprie notizie dai social media anziché andare direttamente alla fonte editoriale, che rappresenta il 22%.
Alla luce di questi cambiamenti, sorge una domanda cruciale: gli editori di notizie stanno ricevendo una giusta quota? Sono emerse proposte come il modello di pagamento per articolo di Twitter, ma finora non si sono verificate modifiche significative nel settore.

I modelli di business sostenibili
Questa tendenza ha portato a una ridefinizione delle strategie di distribuzione e a una ricerca di modelli di business sostenibili nel settore dei media.
Il Bill C-18 introdotto in Canada richiede alle piattaforme come Google e Meta di pagare per la condivisione di notizie provenienti da giornalisti canadesi. Da qui, gli interrogativi sulla sua implementazione e sulle conseguenze per l'accessibilità e la diversità delle notizie online.
L'Europa sta affrontando sfide simili?
Sì! Infatti, in diversi Paesi europei sono stati proposti e discussi nuovi regolamenti che mirano a garantire una giusta remunerazione per l'uso di contenuti giornalistici da parte delle piattaforme digitali.
Google e Meta hanno annunciato la decisione di non condividere più i collegamenti con le notizie dei giornalisti canadesi sulle loro piattaforme.
Questa mossa è stata interpretata come una forma di protesta contro l'obbligo di pagare per la condivisione dei contenuti provenienti da quelle fonti. Tuttavia, questa decisione solleva interrogativi sul futuro e sul ruolo di queste piattaforme nella promozione dell'accesso alle informazioni nonché sulla diversità delle opinioni e delle idee giornalistiche.
Il tema della compensazione equa per i giornalisti
Certamente, la questione della compensazione equa per i giornalisti è un dibattito complesso che richiede una riflessione su come garantire una giusta remunerazione senza compromettere l'accessibilità alle notizie per il pubblico.
È importante che le autorità di regolamentazione, le big tech, gli editori e i giornalisti si impegnino in un dialogo costruttivo e circolare per trovare soluzioni sostenibili.
In Europa, ci sono stati sforzi per raggiungere un equilibrio tra la protezione dei diritti dei giornalisti e la promozione di un ecosistema mediatico vitale.
È fondamentale trovare un equilibrio per mantenere un ecosistema dei media vibrante e diversificato. Solo attraverso un dialogo aperto e un impegno congiunto tra tutti gli attori coinvolti sarà possibile raggiungere una soluzione sostenibile per il futuro
In conclusione, l'industria delle notizie è in costante evoluzione e le sfide legate alla compensazione equa per i giornalisti sono sempre più rilevanti. È importante che tutti gli attori coinvolti si impegnino in un dialogo costruttivo e circolare per trovare soluzioni sostenibili che garantiscano un futuro per l'informazione.
Happy Innovating!
Innovazione, inclusività e responsabilità per il futuro
L'innovazione tecnologica ha il potenziale per trasformare il modo in cui viviamo, migliorando la qualità della vita e affrontando sfide complesse. Tuttavia, è essenziale che l'innovazione sia guidata da un approccio inclusivo e responsabile, che coinvolga attivamente gli stakeholder e condivida i suoi benefici in modo equo. Il coinvolgimento degli stakeholder nel processo di innovazione non solo garantisce che le loro voci siano ascoltate, ma contribuisce anche a creare soluzioni più efficaci, rilevanti e accettate dalla comunità.
Troppo spesso, l'innovazione è stata implementata senza un coinvolgimento adeguato degli stakeholder. In alcuni casi si è creata una crescente preoccupazione per l'impatto sociale, etico ed economico delle nuove tecnologie. I casi in cui i cittadini si sono sentiti come cavie di esperimenti tecnologici, sollevano interrogativi fondamentali sull'inclusività e sulla responsabilità delle organizzazioni che conducono tali innovazioni.
Una recente vicenda accaduta a San Francisco evidenzia l'importanza di questa sensibilità, in quanto i cittadini si sono sentiti coinvolti in un esperimento di auto con pilota automatico senza essere avvisati o consultati riguardo ai benefici e ai rischi. Questa situazione solleva il tema dell'inclusività come parte integrante dell'innovazione stessa.
Un gruppo di attivisti, noto come Safe Street Rebel, ha deciso di dare vita ad una protesta contro i robotaxi che stanno invadendo le strade di San Francisco. Questi cittadini, frustrati dalla situazione, hanno scoperto che è possibile disabilitare un robotaxi di Waymo o Cruise semplicemente posizionando un cono arancione sul suo cofano. Utilizzando questa tattica, il gruppo protesta contro l'imposizione di veicoli senza conducente che non vede il coinvolgimento della comunità locale. Attraverso i social media, diffondono istruzioni per incoraggiare altri a partecipare a questa forma di protesta pacifica, creando i loro "immobili unicorni arancioni".

La protesta dei cittadini arriva proprio prima di un'importante udienza che potrebbe consentire alle aziende di veicoli autonomi, Cruise e Waymo, di espandere le loro operazioni nella città di San Francisco a un livello paragonabile ai servizi di Uber e Lyft.
In conclusione, l'innovazione tecnologica può apportare notevoli benefici alla società, ma deve essere sperimentata e implementata con l'inclusione degli stakeholder e la condivisione dei benefici. Il caso dei robotaxi a San Francisco evidenzia la necessità di una maggiore sensibilità verso i cittadini e di un coinvolgimento attivo nella definizione delle politiche e delle regolamentazioni.
Solo attraverso un processo di innovazione responsabile, che incorpori il principio dell'inclusività come obiettivo fondamentale, potremo garantire che le nuove tecnologie migliorino la vita delle persone in modo sicuro ed equo. Allo stesso tempo, le aziende che vogliono implementare soluzioni innovative per le cittadinanze devono dimostrare la capacità di gestire con successo le complesse sfide della comunicazione, della partecipazione e dell’inclusività.
Tech Vision 2023, la IA accelera l'innovazione delle aziende
L'evoluzione rapida delle tecnologie ci ha spinto a riconsiderare il concetto di trend, trasformandolo in una realtà in continua evoluzione. Gli interessi che emergono dall'interazione tra i bisogni e i trend tecnologici offrono spazi di opportunità per l'innovazione e la creazione di nuove esperienze che consentono, non solo l'ideazione di prodotti e servizi migliori, ma di anticipare le aspettative delle aziende e delle persone. Questo approccio consente alle organizzazioni di rimanere rilevanti.
Quindi non si tratta più di pensare ai trend tecnologici come a un fenomeno legato al futuro prossimo, ma di una realtà tangibile e attuale. Le tecnologie avanzate sono già parte integrante delle nostre vite quotidiane influenzando profondamente il modo in cui viviamo, lavoriamo e interagiamo con il mondo che ci circonda. E stanno accelerando dato il livello di maturità e la capacità combinatoria delle 3 innovazioni fondamentali: cloud, dati, Intelligenza Artificiale Generativa.
Oggi abbiamo quindi la possibilità di applicare i trend emergenti in tempo reale ai settori dell'industria e di fare evolvere i modelli di business in una timing compressa come non è stato mai possibile.

È proprio questa possibilità che abbiamo voluto stimolare con la presentazione della Technology Vision 2023 di Accenture, evidenziando le principali tendenze che stanno rivoluzionando l'approccio competitivo con innovazioni che elevano il livello di aspettativa rispetto a qualsiasi altra evoluzione.
Nell'economia odierna, le aziende non competono più anticipando i trend dei mercati, ma competono vivendo immediatamente le innovazioni.
In conclusione, la velocità con cui le tecnologie evolvono e si diffondono ha reso i trend un fenomeno dinamico e in costante mutamento. Ciò significa che le tendenze possono emergere e svilupparsi rapidamente, offrendo nuove opportunità per le imprese e i brand che sono in grado di adattarsi e anticipare le esigenze dei consumatori.
Ecco i 4 trend di quest’anno:
AI generativa: quasi tutti i dirigenti concordano sul fatto che l’IA generativa sarà il co-pilota dell’ingegno e delle capacità umane, stimolando significativamente creatività e innovazione (98%) e inaugurerà una nuova era dell’intelligenza artificiale (95%)
Identità Digitale: la capacità di autenticazione di persone e risorse rappresenterà l’anello di congiunzione tra il mondo digitale e quello fisico. L’identità digitale risulta oggi percepita dall’85% dei dirigenti come un imperativo aziendale strategico e non solo un problema tecnico.
Raccolta e utilizzo consapevole dei dati: l’intelligenza artificiale non può raggiungere il suo pieno potenziale fino a quando le aziende non riusciranno ad utilizzare in maniera strategica i dati a loro disposizione. Il 90% dei dirigenti ritiene che i dati stiano diventando un fattore chiave di differenziazione competitiva all’interno delle organizzazioni e trasversalmente per tutti i settori.
Dialettica tra scienza e tecnologia: il rapporto tra scienza e tecnologia sta diventando sempre più stretto, con l’una che accelera il progresso dell’altra e viceversa. Il 75% degli intervistati ritiene che questa dialettica produttiva potrebbe in futuro sbloccare alcune delle più importanti sfide dell’umanità in vari ambiti.
A questo link la versione integrale della Tech Vision 2023.
Pride 2023, l′inclusione come Valore per la crescita
Sono entusiasta di condividere con voi le mie riflessioni sull'evento straordinario che si è tenuto sabato scorso a Milano: il Milan Pride 2023.
L'unicità sta diventando il valore principale su cui il nostro mondo sta ricostruendo un avvenire prospero, capace di abbracciare il futuro delle nuove generazioni e garantire equità a tutte le fasce di popolazione.
Una reale inclusione sociale implica necessariamente un ecosistema che garantisca a tutti i diritti sociali senza distinzione. La diversità sta diventando sempre più un diritto primario alla vita e richiede un nostro impegno, come individui, cittadini e professionisti.
I movimenti che si sono concentrati sui diritti per l'uguaglianza e il rispetto reciproco degli esseri umani hanno sempre lasciato un'impronta indelebile nella storia, portando a importanti cambiamenti sociali.
Il Gay Pride, nel corso degli anni, si è significativamente evoluto, diventando un movimento globale di grande rilevanza sociale. È iniziato come una serie di manifestazioni locali nel 1969, a seguito dei famosi moti di Stonewall a New York City, quando la comunità LGBTQ+ ha lottato contro le violenze e le discriminazioni subite dalla polizia.
Negli anni successivi, il Gay Pride si è diffuso in molte parti del mondo, assumendo diverse forme e dimensioni a seconda delle realtà locali e delle lotte specifiche. Si è trasformato da un momento di protesta e rivendicazione dei diritti in una celebrazione dell'identità e una dimostrazione di solidarietà e visibilità.
Come manager impegnato per l'inclusione e l'uguaglianza all'interno della mia azienda, mi sento vicino e fiero della manifestazione e desidero condividere con voi l'importanza di un tale evento.
Il Pride è un'esperienza incredibile, un momento di celebrazione, di solidarietà e di impegno per l'uguaglianza dei diritti delle persone LGBTQ+ e non solo. Le strade si trasformano in un arcobaleno di colori, di sorrisi e di creatività, mentre migliaia di persone si riuniscono per mostrare il loro sostegno e la loro appartenenza a questa comunità vibrante e affascinante.

Del resto, l’impegno di Accenture verso la diversità e l'inclusività è sempre stato forte. In Accenture accogliamo la diversità come fonte di innovazione, creatività e differenziazione competitiva. Accelerare il cambiamento non significa farlo solo da un punto di vista tecnologico, ma creando un ambiente di lavoro inclusivo e accessibile per tutti. Nella società post-digitale, la leadership consapevole e inclusiva risulta più efficace nell'affrontare le sfide del nostro tempo.
Partecipare a un evento così significativo permette a ogni professionista di esprimere la propria solidarietà alle persone LGBTQ+ e di mostrare l'impegno per l'inclusione nelle rispettive aziende, contribuendo a costruire un ambiente di lavoro e una società più equa e rispettosa.
Il Pride non è solo una celebrazione, ma anche un momento di riflessione e di azione. È un richiamo a continuare a lottare per un mondo in cui ogni individuo possa vivere apertamente la propria identità, senza paura di pregiudizi o discriminazioni.
Partecipare ai Gay Pride può offrire importanti lezioni di vita e di lotta per l'uguaglianza. Ecco cinque lezioni che si possono imparare partecipando a questi eventi:
- L'accettazione di sé e degli altri: i Gay Pride insegnano l'importanza dell'accettazione di sé e degli altri nella loro intera diversità. Questo evento celebra l'amore e l'identità LGBTQ+, incoraggiando le persone a mostrarsi autentiche e ad accettare gli altri per la loro vera essenza.
- La forza della comunità: i Gay Pride dimostrano il potere di una comunità unita. Vedere migliaia di persone riunite per rivendicare i diritti delle persone LGBTQ+ e celebrare orgogliosamente la propria identità crea un senso di solidarietà e sostegno. Partecipando a un Pride, si comprende che insieme si può creare un cambiamento significativo e superare le sfide.
- La visibilità come strumento di cambiamento: i Gay Pride insegnano l'importanza della visibilità nella lotta per l'uguaglianza. Essere visibili e orgogliosi delle proprie identità LGBTQ+ può contribuire a combattere gli stereotipi e a promuovere la comprensione e l'accettazione. Partecipando a un Pride, si comprende che la visibilità personale può avere un impatto positivo nella società.
- La perseveranza nel perseguire i diritti: i Gay Pride ricordano che la lotta per l'uguaglianza richiede perseveranza e impegno costante. Nonostante i progressi raggiunti, ci sono ancora sfide da affrontare e diritti da garantire. Partecipando a un Pride, si rafforza la consapevolezza dell'importanza di continuare a lottare per i diritti delle persone LGBTQ+ e per un mondo più equo.
- L'importanza dell'alleato e del sostegno reciproco: I Gay Pride sottolineano l'importanza di essere alleati e di offrire sostegno reciproco. Partecipare a un Pride in qualità di alleato o come membro della comunità LGBTQ+ dimostra l'importanza di sostenersi a vicenda nella lotta per l'uguaglianza e nel perseguimento di un futuro migliore. Questa esperienza insegna che il sostegno reciproco è fondamentale per creare un cambiamento duraturo.










