Nel nostro ultimo articolo abbiamo parlato dell’importanza di orientare un maggiore numero di giovani allo studio delle materie STEM. Nel mondo post-digitale è infatti determinante avere un capitale umano con un quoziente tecnologico adeguato a cogliere le opportunità che il nuovo contesto offre ed avere una classe dirigente “confident” con le tecnologie, destinate ad essere sempre più un elemento in grado di affiancare le persone per consentire loro di focalizzarsi sulle attività a maggiore valore aggiunto.

Esistono dei Paesi di riferimento? La buona notizia è, si, ci sono delle best practice e nei prossimi articoli proveremo ad analizzarli insieme. E non mancheranno soprese.

STEM e il successo della Germania

Partiamo dalla prima sorpresa. Il paese occidentale più avanzato è la vicina Germania. Questo paese ha trovato la sua formula vincente: investire nelle competenze STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), conosciute in tedesco come MINT (Mathematik, Informatik, Naturwissenschaften, Technik) gli consente di avere un’invidiabile 36% di laureati STEM. L’Italia, ricordiamo, è ferma ad un povero 24%.

Laureati STEM Europa
Laureati STEM Europa

Questi laureati sono la linfa vitale dei settori chiave della “Locomotiva d’Europa” come l’automotive, la meccanica, la chimica e l’elettrotecnica. Nell’industria metalmeccanica ed elettronica, il cuore manifatturiero tedesco, tra il 55-68% della forza lavoro possiede una qualifica STEM. Questo ha permesso al Paese di investire ben 74 miliardi di euro in ricerca e sviluppo solo nel 2023, oltre metà di tutta la spesa tedesca in R&S.

Un ciclo che  ha generato una domanda costante di talenti tecnici, trasformando le lauree STEM in un passaporto sicuro per l’occupazione. E non solo: chi sceglie un percorso STEM in Germania non solo trova lavoro rapidamente, ma guadagna anche molto bene. Il tasso di occupazione per i laureati STEM supera il 91% e i loro stipendi di ingresso partono da 57.000 euro all’anno, arrivando a superare i 120.000 euro per ruoli specializzati.

STEM, serve una strategia chiara

Nulla è figlia del caso. Esiste una strategia costantemente aggiornata dal Ministero federale dell’Istruzione e Ricerca. Proprio di recente il “MINT Aktionsplan”, del 2019 è stato rivisto nella versione 2.0. Questo piano ha l’obiettivo di avvicinare i giovani alle STEM fin dall’infanzia, attraverso programmi educativi mirati e attività extrascolastiche nonché programmi di aggiornamento per i professori. Quest’ultimi beneficiano anch’essi di questo circolo virtuoso: un professore di scuola secondaria tedesco percepisce un salario di ingresso di 64 mila euro (il collega italiano ne guadagna circa 39 mila).

Investire nelle STEM: la Germania e il segreto del suo successo
Investire nelle STEM: la Germania e il segreto del suo successo

Dall’asilo nido all’università, esistono migliaia di iniziative che stimolano nei ragazzi l’interesse per la scienza e la tecnologia. Dalla fondazione “Haus der kleinen Forscher” (“Casa dei piccoli ricercatori”) per i più piccoli, ai concorsi studenteschi come “Jugend forscht” (“I giovani ricercano”) per gli adolescenti, fino ai FabLab e ai centri scientifici nelle università, la Germania ha creato un ecosistema educativo che rende l’apprendimento STEM coinvolgente e pratico.

Non è quindi difficile immaginare che la Germania riuscirà ad uscir fuori dalle difficoltà emerse dalla guerra in Ucraina anche grazie al proprio capitale umano.

Happy Stem!